Leandro Castan, ex calciatore della Roma ed attualmente al Vasco Da Gama, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Tele Radio Stereo riguardo il suo passato in giallorosso. Il brasiliano ha militato nella Capitale dal 2012 al 2016 e nel 2017-18:

Come stai?
"Grazie a Dio io e la mia famiglia stiamo bene. Qui in Brasile adesso è arrivato il picco, è un momento difficile per tutti noi. Preghiamo che tutto finisca presto".

Cosa sta facendo il vostro movimento calcistico?
"Da due mesi siamo a casa. Adesso il Gremio e l'Internacional hanno iniziato ad allenarsi. Non sappiamo quando riprenderà tutto né se si cambierà formula del campionato. Aspettiamo che migliori la situazione".

Qual è il sentimento maggiore tuo e dei compagni?
"Non ho paura di tornare, l'unico timore è quello di trasmetterlo ai miei cari. Penso che anche gli altri la pensino così. C'è paura anche per quello che succederà al club, in quella che sarà una nuova era a tutti gli effetti".

Stai seguendo la Roma?
"Sì, la seguo sempre quando posso. A dicembre sono venuto a Roma. Qui in Brasile è difficile vederla, perché in tv non trasmettono la Serie A. Ho un affetto enorme per Roma e per i tifosi che mi hanno sempre sostenuto".

Hai parlato con Benatia su Twitter qualche giorno fa. Ti senti ancora con lui? C'è un centrale con cui ti sei trovato bene come con lui?
"Lui è il difensore con cui sono stato meglio, eravamo molto simili. Molti dicevano che non potevamo giocare insieme. Ci parliamo ancora, siamo diventati grandi amici".

Con quella Roma c'è rammarico o non avete nulla da rimproverarvi?
"Il rammarico c'è, mi dispiace non aver vinto in giallorosso. La squadra di Spalletti era più forte, ma noi avevamo un carattere unico. Purtroppo abbiamo trovato una Juventus incredibile".

Ricordi il salvataggio sulla linea nella vittoria di Udine?
"Sì. Era una partita molto difficile, ma sapevamo che l'avremmo vinta. Garcia ci aveva dato questo spirito di vincere, il nostro segreto era il carattere. I quattro pareggi di fila ci hanno un po' ridimensionato".

Chi ha fatto fare il salto di qualità a quella Roma?
"Tutti. Eravamo una squadra di uomini. Servono più calciatori che sanno dare la giusta mentalità. A Maicon, per esempio, bastava uno sguardo. La squadra parlava con gli occhi, sapevamo sempre cosa fare. Il mio punto di riferimento è sempre stato De Rossi".

Il litigio a Verona tra Maicon e Benatia?
"Non successe niente, entrambi hanno tanta personalità. Si è risolto tutto subito".

Bastos ha portato esperienza?
"Sì, lui e Nainggolan ci hanno dato una mano. La rosa era corta e l'abbiamo sofferta. Con loro ci siamo ripresi, ma era difficile stare dietro a quella Juventus. Poi anche l'infortunio di Strootman ci tolse tanto, era uno dei centrocampisti più forti d'Europa".

Come stai adesso?
"Sto molto bene, sono tornato in forma, sono diventato capitano e ho rinnovato il contratto. Non so cosa farò dopo, vediamo Dio cosa ha in serbo per me".