Michele Uva, vicepresidente esecutivo dell'Uefa, è intervenuto sulle polemiche per l'esultanza con saluto militare dei calciatori turchi durante la sfida con l'Albania: "C'è una separazione netta fra aspetti sportivi e politici - ha detto ai microfoni di Radio Anch'io lo Sport - È chiaro che il comportamento dei tesserati durante le partite abbia delle regole ben precise, che devono essere rispettate. Io non sono l'organo giudicante, non posso dire nulla di più".

La prossima finale della Champions League si terrà proprio in Turchia, a Istanbul, e Uva si è espresso anche sulla possibilità di indicare una nuova sede: "Revocare una finale è un atto forte, dal punto di vista sportivo. Penso che non siamo ancora nelle condizioni di poterne parlare e discutere - ha ammesso il dirigente - È chiaro che valuteremo insieme le situazioni con il comitato esecutivo, ma è difficile pensare a sanzioni di questo livello. Il nostro regolamento vieta alcun segno distintivo, soprattutto pensando a paesi in guerra, con grossi problemi a popolazioni. La UEFA ingloba Armenia e Azerbaigian, Russia e Ucraina. Se un tesserato si comporta in un determinato modo poi va incontro a dei problemi".

Uva si è espresso anche sulle possibili sanzioni ai calciatori: "Dipende molto dal referto, non solo del delegato UEFA ma anche dell'arbitro, poi dalle fotografie e dai video. Quella della federazione è responsabilità oggettiva, è evidente".