«Il problema è Alisson». Roberto Negrisolo, l'uomo che ha inventato il mestiere del preparatore dei portieri, ci ha risposto così quando gli abbiamo chiesto di anticiparci pregi e difetti del nuovo estremo difensore della Roma. E la cosa l'abbiamo trovata perlomeno singolare.

Negrisolo perché ci parli ancora di Alisson?
«Perché il problema è l'eredità che ha lasciato da queste parti».

Spiegati meglio.
«Il fatto è che i tifosi e l'ambiente giallorosso hanno ancora negli occhi il miglior portiere del mondo con la maglia della Roma. Se lo sono goduto per due anni, in realtà per una sola stagione, ma è stata sufficiente perché oggi tutti si sentano orfani del brasiliano. E questo è un problema».

In che senso?
«Nel senso che qualunque portiere oggi vesta la maglia del portiere, deve fare i conti con questa eredità. E la cosa è un problemone perché qualsiasi paragone diventa penalizzante. Guardate quello che è successo con Olsen».

È successo che non si è dimostrato all'altezza.
«Ma non poteva esserlo, in ogni caso, perché, ripeto, Alisson è il miglior portiere del mondo. Olsen ha pagato anche questa innegabile realtà nella sua prima stagione a Roma».

Prima e ultima.
«Può essere. Ma è stato massacrato, non gli è stato dato il tempo di correggere gli errori di impostazione tecnica con cui è sbarcato alla Roma. È stato un errore che spero non si ripeta con questo nuovo numero uno spagnolo, altrimenti andremo incontro a una nuova delusione».

Come dire non fate come avete fatto con Olsen, no?
«Esattamente. Bisogna dimenticare Alisson e dare a Lopez il tempo per adattarsi, crescere, migliorare, non si può dimenticare che non ha ancora venticinque anni».

Troppo giovane?
«La gioventù non può mai essere un problema. Anzi ti dà la certezza che ha margini di miglioramento enormi. Fatelo parare in serenità e vedrete che con Savorani farà grandissimi passi in avanti».

Roberto Negrisolo, ex preparatore dei portieri della Roma, in una foto risalente alla sua lunga avventura nella Capitale; al suo fianco, riconoscibile Franco Tancredi

A Negrisolo come sembra come portiere?
«Confesso che non ho visto molte sue partite, per esempio non ha presenti tutti i gol, mi pare quarantesette, che ha subito nel campionato scorso giocando nella Liga. Perché vuoi sapere una cosa?».

Certo.
«Un portiere riesci a giudicarlo meglio più dai gol che subisce che dalle parate che fa. Contano anche le papere perché è lì che puoi prendere atto delle carenze tecniche del portiere».

Pau Lopez, comunque, come struttura fisica sembra un portiere giusto per il calcio del terzo millennio.
«È vero, anche se io contesto questo fatto che oggi se non sei alto almeno un metro e novanta centimetri non puoi fare il portiere».

Che vuoi dire?
«Voglio dire che l'altezza è un elemento importante, ma non decisivo. Certo se uno è alto come me, il portiere non lo può fare oggi, ma sei sopra il metro e ottanta, non è un problema. L'importante non è l'altezza, ma parare».

E saper giocare con i piedi. Pare che in questo Lopez sia bravissimo.
«Lo è, ma pure qui il rischio è il confronto con Alisson. Il brasiliano è uno che con i piedi e con le mani fa partire la manovra offensiva, un fenomeno anche in questo particolare del gioco. A Lopez sarà bene non ricordargli mai Alisson, potrebbe andare in confusione».

Temi che possa subire la pressione di Roma?
«Il rischio c'è. Perché un conto è giocare in Spagna, al Siviglia, un altro è difendere la porta della Roma. Devi avere le spalle larghe e la capacità di mettersi subito alle spalle eventuali errori».

Per gli errori a correggerli ci penserà Marco Savorani.
«Su questo potete metterci la mano sul fuoco. Marco è bravissimo. Guardate che lavoro ha fatto con Mirante che pure non è un ragazzino».

Che lavoro ha fatto?
«Mirante alla sua età è riuscito a migliorare, addirittura è stato convocato in Nazionale. In questo senso la Roma può stare tranquilla. Lopez e Mirante possono essere una coppia ben assortita e che dà le sufficienti garanzie in un ruolo che è fondamentale nelle fortune di una squadra. Fate lavorare Savorani e Lopez, i risultati di sicuro arriveranno».