Eusebio Di Francesco ha parlato per la prima volta nelle vesti ufficiali di nuovo tecnico della Sampdoria. Il tecnico, alla Roma dal 2017 al 2019, ha parlato anche dei giallorossi e dell'arrivo di Paulo Fonseca a Trigoria. Ecco le sue dichiarazioni.

Di Francesco in conferenza stampa

La Sampdoria non è un passo indietro dopo Roma?
"Qua vedo che si può costruire qualcosa di importante. Non è un passo indietro, sono orgoglioso di fare l'allenatore. Mi piace la Sampdoria, ho scelto perché volevo mettermi in gioco e questo è il posto giusto".

Cosa le ha raccontato Giampaolo della città e dei tifosi?
"Non mi piace chiedere tanto ma giudicare per quello che vedo. Io ho vissuto Roma in questi anni, ambiente particolare. Io sono di un'idea: io sono un allenatore e tutte le società hanno gli obiettivi. Io Marco non l'ho ancora sentito, lo farò nei prossimi giorni".

Si sente un po' meno colpevole di quanto successo con la Roma con i casi De Rossi e Totti?
"Non voglio entrare in questo tipo di ragionamenti. Oggi sono alla Samp e ho interesse solo a parlare di Sampdoria. Posso dire solo che la società ha detto che la Roma sotto Pallotta ha ottenuto otto risultati importanti, tre sono i miei. Totti e De Rossi sono amici, io non faccio la società".

Quanto potrebbe essere importante un giocatore che ha già avuto come Defrel?
"Lo conosco benissimo. Gregoire penso sia più attaccante centrale e preferisco avere giocatori nei ruoli specifici".

Tanti cambi di panchine: chi la incuriosisce di più?
"Io le scommesse non le vedo difficili. Sono tutti allenatori che conosco benissimo. Fonseca l'ho affrontato e sono curioso di vederlo in quanto novello di questo campionato. Ritengo che sia un buon allenatore per quanto visto in Champions".

Di Francesco a Sky

Totti alla Samp?
"Ferrero dice sempre che lo chiama tutti i giorni.... Non so, Francesco è legatissimo alla Roma e credo che si sia preso un momento di riflessione: per me è un amico fraterno e qquindi magari fosse. Detto questo, non voglio lanciare appelli né altro perché è una persona che deve capire cosa vuole fare da grande. Credo che per ora sia interessato a giocare a padel, poi vedremo".

Si aspettava che Totti e De Rossi lasciassero la Roma in questo modo?
"Sinceramente non lo so, non mi aspettavo niente. Ci sono state queste cose perché non si sentiva protagonista, o perlomeno non poteva incidere come voleva. A me in questo momento non piace parlare della Roma, perché l'avrei dovuto fare prima. Dico solo che Mauro Baldissoni ha parlato dell'era Pallotta, durante la quale ci sono state cinque qualificazioni in Champions, con due ottavi e una semifinale. Credo che avremmo potuto fare anche un quarto di finale, ma è andata così: fa parte della vita e di un percorso. Mi auguro di riprendere quello che ho perso per strada".