Due o tre cose sull'Under 21 prima della sfida decisiva di domani col Belgio. La prima è che chi attacca Gigi Di Biagio solo in virtù di un risultato bugiardo come quello maturato mercoledì sera con la Polonia non ha altri argomenti calcistici che questo. Ma un ct capace di trasmettere questa mentalità offensiva ai suoi giocatori e in virtù di questa ottenere risultati clamorosi come quella bella vittoria sulla Spagna, raggiunta non alzando le barricate, ma sfidando i maestri sul piano del gioco, è un tecnico che andrebbe sempre sostenuto, anche se sabato arrivasse la mazzata di un'eliminazione.
Certo, alcune esclusioni sulla formazione si fa più fatica a capirle. Se, per esempio, mercoledì al posto di Adjapong e Dimarco ci fossero stati Calabresi e Luca Pellegrini, si potrebbe anche pensare che le cose sarebbero andate diversamente. O, per uscire dal rischio del romanocentrismo, se Tonali potesse avere le competenze delegate a Mandragora forse la qualità della manovra migliorerebbe. Ma sono opinioni e magari è più giusta quella del Ct.
Ma ciò che realmente indigna di questi Europei riguarda invece la folle scelta dell'Uefa di far giocare le sei partite dell'ultima giornata in tre giorni diversi, concedendo quindi alle squadre del girone B e, soprattutto, alle squadre del girone C, di avere un vantaggio clamoroso sulle altre, tra cui l'Italia che è anche il paese organizzatore, ed è francamente inaccettabile: perché a passare saranno le tre vincitrici e la miglior seconda. Ma ormai la frittata è fatta. All'Italia non resta che battere il Belgio, aspettare il risultato di Spagna-Polonia e sperare poi che all'ultima giornata le altre squadre non abbiano sul piatto di fronte a loro l'irresistibile tentazione di condividere un risultato per favorire vergognosi quanto indimostrabili accordi.