C'era una volta in cui i treni speciali per i tifosi non erano poi così speciali. Quello che è partito oggi alle 14.04 da Firenze Campo di Marte alla volta di Bergamo, con un carico di 590 tifosi viola, invece, è speciale eccome.

Perché i treni dedicati ai sostenitori delle squadre di calcio in trasferta in Italia sono pressoché spariti da quasi vent'anni. Anche se, a dirla tutta, non si è trattato di un vero e proprio convoglio speciale come quelli ampiamente utilizzati negli Anni 80 e 90. Quello che porterà e riporterà parte dei 2.200 tifosi viola a Bergamo per Atalanta-Fiorentina di Coppa Italia è un treno "charter", ovvero uno dei convogli che Trenitalia affitta ad aziende, tour operator e gruppi vari per organizzare gli spostamenti.

In questo caso, a farne richiesta è stata l'Associazione Tifosi Fiorentini, organizzazione che si è occupata della logistica e della distribuzione dei biglietti, venduti a 64 euro per il viaggio di andata e ritorno. Presenzierà alla partenza anche il sindaco Dario Nardella, che ha festeggiato così il traguardo: «È una bella conquista per Firenze e per tutti i tifosi viola. Abbiamo lavorato insieme. Non è stato semplice perché purtroppo in passato ci sono stati incidenti, ma io ho trovato nella tifoseria viola un grande senso di responsabilità, un desiderio di organizzare questo treno».

A gennaio, dopo la tragica morte di un tifoso interista in occasione degli scontri che hanno preceduto Inter-Napoli del 26 dicembre, il ministro dell'Interno Matteo Salvini aveva annunciato di voler tornare a far ricorso ai convogli speciali per i tifosi in trasferta: «È molto più controllabile un gruppo di mille tifosi identificabili, che hanno acquistato con un documento il biglietto del treno, piuttosto che cento automobili in viaggio». Il viaggio dei tifosi viola, tuttavia, non è da ricondurre al progetto di Salvini, bensì all'intraprendenza dell'Associazione Tifosi Fiorentini, che dal 15 aprile ha iniziato a informare della possibilità di far parte del convoglio affittato.

L'ultimo treno

In Italia, gli ultimi treni speciali veri e propri hanno viaggiato fino al 1999. Il 24 maggio di quell'anno si giocò Piacenza-Salernitana, ultima di campionato che sancì la retrocessione dei campani. Il treno 1681, dedicato ai tifosi della Salernitana, fu messo a ferro e fuoco durante il tragitto: un incendio, scaturito dal fuoco appiccato dai tifosi ad alcuni sedili e scoppiato quando il convoglio era fermo in una galleria, rese i vagoni delle camere a gas.

Quattro giovanissimi tifosi persero la vita in quella che è ricordata come la Strage della galleria Santa Lucia. Tre giorni dopo l'allora ministro dell'Interno, Rosa Russo Jervolino, e quello dei Trasporti, Tiziano Treu, sancirono lo stop ai treni speciali. Uno stop che dura da quasi vent'anni, nonostante l'annuncio di Salvini risalente a oltre tre mesi fa.

Anche se, ad oggi, nulla vieta a gruppi organizzati di tifosi, così come ai club di calcio, di affittare treni per organizzare le trasferte. Lo fecero gli Ultras Tito Cucchiaroni della Sampdoria nel 2009 per andare alla finale di Coppa Italia all'Olimpico e lo hanno fatto un anno fa i tifosi dell'Atalanta per recarsi a Dortmund, ma con le ferrovie svizzere. Lo ha fatto anche la stessa Samp a settembre scorso, un mese dopo il crollo di Ponte Morandi, in occasione del recupero della partita casalinga contro la Fiorentina: per aiutare i tifosi a tornare a casa il club ha organizzato un treno speciale da Genova Brignole a Savona.

I treni speciali, o meglio charter, sono perciò una possibilità concreta per le tifoserie in viaggio. In attesa di scoprire se quelle del ministro Salvini resteranno solo parole, o se invece i tifosi italiani potranno tornare a spostarsi su rotaia: un'opzione che, con le dovute accortezze, potrebbe garantire trasferte più veloci, sicure ed economiche per migliaia di persone.