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Bufera Juventus, spicca nella relazione lo spettro sanzioni

Rischio esclusione da coppe e campionato ammesso anche dalla squadra bianconera. Il 21 dicembre ci sarà l'appello sul sequestro per frode fiscale

Il presidente dimissionario della Juventus Andrea Agnelli

Il presidente dimissionario della Juventus Andrea Agnelli

07 Dicembre 2022 - 12:00

Compleanno dal sapore acre per Andrea Agnelli, il primo dopo dodici anni non più da numero uno in carica della Juventus. Anche se negli auguri social del club viene ancora chiamato "presidente". Ma col passare dei giorni appare sempre più chiaro che le posizioni del grande capo e della società si prospettano quantomeno complesse di fronte ai vari procedimenti cui saranno sottoposti (penale e sportivo). Tanto da valere l’esplicita ammissione contenuta nella relazione finanziaria al 30 giugno 2022, che comunque ha l’obbligo di informare il mercato dei potenziali rischi. Nell’apposito paragrafo dedicato a quelli "connessi all’ordinamento sportivo e al mancato rispetto dei parametri di Financial Sustainability Uefa e degli indici stabiliti dalla Figc", la Juventus, pur restando convinta "di aver operato nel rispetto delle leggi e delle norme che disciplinano la redazione delle relazioni finanziarie", riconosce di essere esposta a possibili "sanzioni, esclusione o limitazione all’accesso alle competizioni sportive". Il riferimento è al contenzioso con la Uefa per le questioni relative alla Superlega, ma nel documento è citata anche l’inchiesta aperta da Nyon il 1° dicembre dopo il putiferio aperto dall’indagine giudiziaria “Prisma” e dalle conseguenti dimissioni del cda bianconero. Dalla relazione emerge anche che la Juve rischia "nei casi più gravi, di non essere in grado di partecipare alle competizioni nazionali e/o europee". Un quadro sportivo ben più fosco di quello ipotizzato da chi provava a minimizzare prima ancora che fossero chiari i dettagli della vicenda.

Sul versante della giustizia ordinaria la situazione non è certo più agevole per la società bianconera: tredici i rinvii a giudizio, con quindici presunti illeciti contestati dai pm. La partita si sposta ora sulla sede del processo: la Juventus ha presentato istanza in Cassazione affinché ritenga competente la Procura di Milano, sede della Borsa, o quella di Roma. Decisione che dilaterà inevitabilmente i tempi. Fra i reati ipotizzati, la diffusione di notizie false circa la situazione patrimoniale, economica e finanziaria; la diffusione di false comunicazioni sociali; l’indicazione di elementi fittizi avvalendosi di fattura riferita in tutto o in parte a operazioni inesistenti, o l’indicazione di elementi passivi fittizi nelle dichiarazioni Iva. E proprio per il presunto reato di dichiarazione fiscale fraudolenta, è stato fissato per il 21 dicembre l’appello riguardante la richiesta dei magistrati del sequestro preventivo nei confronti della Juventus di circa 437mila euro. Secondo l’accusa, per evadere l’Iva dal 2018 al 2021, sarebbero state emesse fatture riferite a operazioni inesistenti per circa due milioni, coi conseguenti 437mila euro di Iva indebitamente detratti. 

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