Sembrava aver toccato il fondo l'Italia, quando aveva mancato la qualificazione al Mondiale, ieri ha iniziato a scavare, uscendo contro la Macedonia del Nord, in gara secca, giocata in casa, a Palermo, in uno stadio pieno, incassando l'1-0 al 92' con un destro da fuori di Trajkovski, che in Italia aveva pure giocato, proprio coi rosanero, segnando la bellezza di 4 gol in due campionati di serie A. Sono tre le volte che l'Italia aveva mancato la qualificazione al Mondiale, nel 1958 e le ultime due edizioni: nessuno avrebbe detto nulla se l'eliminazione fosse arrivata giovedì, in casa di CR7 e di una delle nazionali più forti d'Europa, ma così fa molto più male, contro una nazionale al numero 67 del ranking Fifa, e priva del suo unico vero talento, Elmas del Napoli, squalificato, come il regista titolare.

L'Italia, con Gianluca Mancini preferito ad Acerbi al centro della difesa, Cristante e Pellegrini in panchina e Zaniolo dirottato in tribuna, parte decentemente, chiude la Macedonia nella sua area già dai primi minuti, ma non arrivano occasioni pulite: il portiere rischia più che altro per un'uscita a vuoto al 21', provando ad anticipare il colpo di testa di Mancini, la difesa allontana. Al 29' Berardi recupera palla dopo un controllo sbagliato coi piedi dal portiere, ma spreca calciando debolmente e rasoterra. La prima occasione della ripresa capita ancora a Berardi, all'8', a lato di poco. Il fantasista del Sassuolo è sempre nel vivo del gioco, ma è sempre impreciso: manca il bersaglio con il destro, poi da distanza ravvicinata, ben lanciato da Verratti. Al 28' è Mancini a provare a rendersi pericoloso di testa, ma viene anticipato, pochi minuti dopo entra Pellegrini, al posto di Immobile: servito da Emerson il romanista ci prova di sinistro, con un tiro-cross che non trova deviazioni.

Mancini ha i crampi, e lascia il posto a Chiellini, al 44' della ripresa, tutti pensano ai supplementari, meno Trajkovski, che ora gioca in Arabia Saudita, e decide di farsi maledire a vita con un gran gol, una beffarda palombella all'angolino basso che infila Donnarumma, con pure la crudele speranza di un presunto fallo di mano, che il Var smentisce dopo pochi secondi. Al 95' ci prova Florenzi, sulla traiettoria c'è Joao Pedro che devia, senza inquadrare la porta: gli italo-brasiliani non hanno fortuna di questi tempi in azzurro, come sa bene Jorginho, che quell'errore dal dischetto con la Svizzera se lo porterà dietro per tutta la carriera. Sono passati 8 mesi dal trionfo all'Europeo, e sembra una vita intera.