Domani alle 20:45 l'Italia di Roberto Mancini affronta allo Stadio Olimpico la Svizzera di Murat Yakin in un incontro valido per la qualificazione ai gironi del Mondiale di Qatar 2022. Un incontro fondamentale per entrambe le squadre che sono attualmente a pari punti in testa nel girone C e vogliono qualificarsi senza passare per i playoff. Per l'occasione, undici campioni azzurri del 1982 e del 2006 hanno scritto delle cartoline destinate ai campioni azzurri di Wembley. Tra questi Francesco Totti e Bruno Conti, che hanno scritto rispettivamente a Jorginho e Federico Chiesa. Di seguito gli estratti delle lettere pubblicate da La Gazzetta dello Sport


Totti a Jorginho

"Mi sembra ieri che ero a Berlino, ad alzare la Coppa del Mondo, mentre invece sono passati già quindici anni. Proprio per questo dico che, dopo l'amarezza della mancata qualificazione al Mondiale del 2018, stavolta dobbiamo farcela ad andare in Qatar, scendendo in campo per affrontare i campioni i più forti del pianeta. Perché quello è il posto in cui una squadra come l'Italia dovrebbe sempre stare. Le qualità per farcela, comunque, le abbiamo tutte e lo abbiamo dimostrato all'Europeo. da un gran portiere come Donnarumma a attaccanti bravi e pronti a sacrificarsi. E poi in regia c'è uno come Jorginho, che sta vivendo un momento magico. Anche grazie a lui fra un anno potremo essere al Mondiale sognando di alzare ancora la Coppa".

Bruno Conti a Chiesa

"Avete già capito che cosa significhi far impazzire l'Italia di gioia, grazie a quello splendido Europeo che avete vinto e con cui ci avete fatto battere il cuore. Adesso vi faccio l'in bocca al lupo perché battiate la Svizzera e, dopo l'amarezza del 2018, ci riportiate a giocare quel Mondiale che sarà sempre la "casa" della Nazionale. Sono convinto che ce la farete, anche perché voi azzurri, guidati da un commissario tecnico come Roberto Mancini, avete tutte le qualità che servono per superare l'ostacolo che affronterete all'Olimpico. Un augurio speciale, poi, voglio farlo a Chiesa, visto che, come me, immagino che sarà chiamato a correre molto sulla fascia per creare occasioni e, se possibile, fare anche gol. Ma non voglio soffermarmi sui singoli. Per farcela c'è bisogno della squadra e di tanto tifo. E il mio, da campione del mondo, ce l'avrete sempre".