Giacinto Farese, una vita nei campi di calcio, trasmettendo la passione per il gioco e per i valori dello sport alle giovani leve della Spes Montesacro, nella quale è stato un punto di riferimento per anni. Alla guida delle squadre giovanili dello storico club di via dell'Ateneo Salesiano ha allenato anche un giovanissimo Alberto Aquilani, che oggi è diventato presidente, acquistando la società nella quale era cresciuto. E del giovane Aquilani abbiamo parlato proprio con mister Farese, che ha ricoperto nella Spes Montesacro anche il ruolo di coordinatore della Scuola Calcio.

Mister, come ha ricevuto la notizia di Aquilani presidente?
«Una bellissima notizia per me. Me lo ha detto la madre, che ho incontrato l'altro giorno mentre passeggiavo nel nostro quartiere. Mi ha detto che Alberto aveva chiesto subito di me, appena arrivato alla Spes. Quindi sono subito andato al campo, sono andato a cercarlo, ma non l'ho trovato perché, in questo momento, è molto impegnato. Erano due anni che non entravo nel campo della Spes, e devo dire che è cambiata molto».

Cambiata?
«Sì, stanno facendo molti lavori di ristrutturazione, di rinnovamento. Stanno facendo moltissime cose, dal bar fino agli impianti che erano originariamente intorno al campo principale. L'impianto stesso sta cambiando, diventerà più moderno. Credo che Alberto stia lavorando molto per questo progetto. Di sicuro, la Spes Montesacro cambierà».

Lei ha allenato alla Spes per anni. E tra i vari giovani che ha allenato c'è proprio Alberto.
«Sì, un ragazzo buono, molto rispettoso. Era un ragazzo che dava molto rispetto ai suoi compagni e agli allenatori e che, di rimando, riceveva molto rispetto da tutti. Era amato e stimato da tutti. Veramente un bravo ragazzo, che si divertiva e che giocava con e per i suoi compagni di squadra».

Quali prospettive avrà adesso la Spes Montesacro con Aquilani presidente?
«Non saprei. In realtà da due anni, come dicevo, da quando ho lasciato, mi sono allontanato dai campi e non ho più seguito da vicino le vicende della società. Ma l'altro giorno, appena ho saputo che Alberto aveva chiesto di me, sono andato».

Aquilani ha detto che voleva tornare a casa.
«Beh, la casa era un'altra all'epoca (ride, ndr). Stavamo a viale Kant, un altro impianto storico di questa zona di Roma, dove oggi giocano molte società: anche in quel campo sono passati tante giovani promesse del calcio capitolino. La società era sempre la stessa e lui ha ragione: bisogna tornare sempre nei posti del nostro cuore».