Oggi la sentenza del Collegio di Garanzia del Coni a Sezioni Unite sul caso tamponi che ha coinvolto la Lazio e Claudio Lotito. Il presidente dei biancocelesti rischia il decadimento dal Consiglio Federale nel caso in cui venga confermata la sentenza Corte d'Appello della Figc dei 12 mesi di inibizione: supererebbe il limite consentito nell'arco di 10 anni e ne conseguerebbe la decadenza dalla carica. Andrebbe a rischio anche la sua rieleggibilità nel 2025. All'ordine del giorno anche i ricorsi dei medici del club Fabio Rodia e Ivo Pulcini e la multa per il club di 200.000 euro.

La vicenda

Diverse le casistiche che hanno scatenato la vicenda tamponi per il club biancoceleste. È sotto esame la mancata comunicazione e il corretto isolamento dei casi di positività nei 10 giorni in cui si sono disputate le partite di Champions contro Bruges e Zenit e quelle di campionato contro Torino e Juventus (dal 28 ottobre all'8 novembre 2020) Poi anche l'aver schierato Ciro Immobile senza l'autorizzazione dell'Asl l'1 novembre 2020 in casa del Torino, l'allenamento di tre calciatori positivi nella rifinitura prima della gara coi russi e il mancato isolamento di Djavan Anderson, in panchina contro la Juventus l'8 novembre.

In primo grado il Tribunale Federale aveva inflitto una squalifica di primo grado e sette mesi di inibizione. In secondo grado la Corte d'Appello però ha sentenziato per i 12 mesi di condanna al presidente biancoceleste, al pari dei medici Pulcini e Rodia.