Ci fai poco con il nuovo record assoluto mondiale di partite senza sconfitte (36) se la non sconfitta stavolta è un pareggio (il secondo consecutivo) nella sera in cui, vincendo, avresti rimesso a posto le cose nella corsa al mondiale del Qatar del prossimo anno. E invece l'Italia di Mancini continua a pareggiare (come aveva fatto anche nelle ultime uscite del trionfale europeo, prima di vincere ai rigori) e dopo l'1-1 con la Bulgaria è arrivato adesso lo 0-0 a Basilea contro la Svizzera, virtualmente prima adesso di un girone in cui l'Italia è la vera guida, ma con soli quattro punti di vantaggio sugli elvetici che devono giocare ancora due partite. La sensazione è che tutto si deciderà a novembre, quando ospiteremo gli svizzeri in Italia, sperando di non dover rimpiangere lo 0-0 di ieri a Basilea, in realtà una vittoria sfumata per il rigore di Jorginho parato da Sommer (il migliore) e per altre occasioni malamente sprecate.

L'aria del St.Jakob è stata frizzantina tutta la serata, ma a renderla calda è stato il tifo dei 15000 italiani, superiori nell'intensità del sostegno vocale agli altrettanti locali. Emozionante il momento dell'inno di Mameli, intonato da mezzo stadio e interpretato dai giocatori in campo con la consueta partecipazione, trasferita poi sul campo nella sfida, con l'imbattibilità salita adesso a 36 sfide, nessuna nazionale al mondo c'è mai riuscita. Per mezz'ora del primo tempo in campo c'è stata solo l'Italia, anche nella versione modificata con Di Lorenzo al posto di Florenzi, Locatelli per Verratti e Berardi per Chiesa, poi nel finale di tempo anche la Svizzera ha avuto le sue occasioni, almeno potenziali, sfruttando un paio di indecisioni di Di Lorenzo e di Bonucci. Strano che a quel punto il risultato fosse ancora sullo 0-0 viste le occasioni create e sprecate ancora una volta da Immobile e, soprattutto Berardi, lanciato nella metà campo elvetica libera da avversari al 19° del primo tempo da uno splendido Locatelli, ma l'esterno del Sassuolo ha tirato blandamente addosso a Sommer. Prima di lui ci avevano provato Immobile al 13° (conclusione approssimativa, ma da posizione di fuorigioco), ancora dal laziale al 14° (destro in curva). Poi, dopo, al 21° gli Azzurri sono andati vicini al gol con un'altra combinazione Locatelli-Berardi e al 35° con la più bella azione della serata, uno scambio velocissimo Locatelli-Immobile-Locatelli-Insigne col famoso tiro a giro del napoletano finito a lato di pochissimo. Ancora Insigne poco dopo ha sfruttato un'indecisione di Akanji, ma ha deviato fiaccamente verso Sommer. Nella ripresa Jorginho ha sbagliato il rigore propiziato da un fallo di Rodriguez su Berardi, poi l'evento più importante è stato il ritorno di Zaniolo 363 giorni dopo l'incidente con l'Olanda: il romanista è entrato come finto nove e ha sfiorato un gol direttamente su calcio d'angolo.

Mancini: "Brucia, meritavamo la vittoria"

«Abbiamo avuto troppe occasioni per non vincere la partita, ma è un momento in cui la palla non entra». Non nasconde la sua delusione Roberto Mancini per il secondo pareggio consecutivo della Nazionale, fermata sullo 0-0 dalla Svizzera a Basilea: «Dobbiamo essere più cattivi e più precisi», prosegue il Commissario tecnico ai microfoni Rai. «L'incontro poteva finire due o tre a zero per noi. Ma abbiamo fatto bene sia nel primo, sia nel secondo tempo: significa che la squadra ha giocato bene. Questo pareggio brucia molto, come quello di giovedì con la Bulgaria». Mancini annuncia il turnover per la sfida con la Lituania in programma mercoledì: «Faremo dei cambi, perché i ragazzi sono stanchi e siamo soltanto a inizio stagione».

Chiellini: "Qualificazione a novembre"

Non ha dubbi sull'esito del girone Giorgio Chiellini, tornato titolare dopo essere rimasto in panchina l'altro giorno: «A novembre ci prenderemo la qualificazione ai Mondiali. Ora ci vuole calma: pensiamo a battere la Lituania e poi ci concentreremo sull'altra gara contro la Svizzera, ma abbiamo fatto una bella prestazione: un passo avanti rispetto alla sfida con la Bulgaria. Dobbiamo fare gol, ma la prestazione è stata anche migliore della vittoria per 3-0 con loro degli Europei». Una considerazione anche sull'errore dal dischetto di Jorginho: «Questa volta siamo stati noi a dare una mano a lui dopo l'errore, come è normale che sia. Ma ci sono anche note positive in questa gara». Rammarico anche da parte di Giovanni Di Lorenzo: «Non siamo riusciti a concretizzare le tante occasioni create, ma ci portiamo a casa la buona prestazione. Ci vogliono un po' di cattiveria e precisione in più. Mercoledì però dobbiamo vincere».