La magica notte di Wayne Mark Rooney. «Guess Roo's back», titolava nella mattinata di ieri il The Sun riferendosi al ritorno con la maglia dei Tre Leoni dell'attaccante più prolifico della storia del calcio inglese. Dall'esordio datato 12 febbraio del 2003, quando a 17 anni e 111 giorni undici scese in campo contro l'Australia diventando il più giovane esordiente del suo paese, fino all'amichevole di ieri sera con gli Stati Uniti nel tempio di Wembley. Oltre quindici anni dedicati anima e corpo alla sua nazionale e un addio capace di far riaffiorare dolci ricordi nelle menti di tantissimi sostenitori inglesi. «Rooney è stato uno dei giocatori più forti che abbia mai visto giocare in vita mia – racconta John, spillatore di birra nel famoso mercato di Camden – Pur essendo un tifoso dell'Arsenal e avendolo visto come un rivale ai tempi del Manchester United, non posso perdermi l'occasione di andare ad omaggiare un calciatore di così grande importanza per il nostro paese».

Londra ai piedi di un ragazzo nato e cresciuto a Liverpool, sponda Everton: lo strano paradosso di una rivalità capace di mettersi da parte per novanta e più minuti. Maglia numero 10 e fascia di capitano al braccio, questo l'omaggio dei suoi compagni di squadra e della Football Association, con l'attuale capitano Fabian Delph che nei giorni scorsi aveva dichiarato: «Quando ho esordito con la nazionale dei Tre Leoni, Wayne era il mio capitano. Quando ha deciso di andarsene, mi ha messo la sua fascia al braccio e, ora che è tornato, è tempo di restituirgli ciò che è stata e sarà per sempre sua». Dopo essersi ritirato ufficialmente nel 2017, Rooney a trentatré anni ha deciso di tornare a vestire la maglia dell'Inghilterra non solo per centrare la centoventesima presenza in assoluto – condita da ben 53 reti – ma anche per dar vita ad un giro di campo di ringraziamento nei confronti della sua gente. L'attaccante di proprietà del DC United lascerà difatti il ritiro inglese prima della sfida di Nations League contro la Croazia, in programma domenica a Wembley.

L'ultimo bacio all'amata maglia dell'Inghilterra, con un destino che però potrebbe presto riportarlo in Premier League. Come affermato infatti nei giorni scorsi, Rooney sarebbe sempre più deciso a chiudere la sua carriera da calciatore professionista non con la maglia dell'Everton, sua squadra del cuore, ma con quella del Manchester United. Nel frattempo una metropoli da oltre 8 milioni di persone e uno stadio leggendario capace di contenere oltre 90mila spettatori, si sono fermati per omaggiare uno dei calciatori più importanti e decisivi della storia inglese. «Rooney non è stato soltanto un giocatore di enorme qualità – le parole di Muhammad, ristoratore di zona nella celebre Brick Lane – Per noi tifosi è stato un esempio di coraggio, un attaccante che ha sempre dato tutto per la nostra maglia. Calciatori del genere sono merce rara, con lui non solo erano assicurati i gol, ma anche e soprattutto il fatto di vederlo uscire dal campo stravolto. Ha dato tutto per l'Inghilterra ed è giusto che venga omaggiato come uno dei migliori di sempre».

La notte speciale ed indimenticabile di Wayne Mark Rooney, pronto a conquistare le pagine di tutti i tabloid inglesi nella giornata odierna e a scrivere l'ultima, preziosa pagina di una storia lunga oltre quindici anni.

Dall'Australia agli Stati Uniti: un viaggio fatto di reti, delusioni e soddisfazioni, difficoltà e la forza di risalire tipica di un attaccante unico nel suo genere. Goodbye Wayne.