Sono passati undici anni dalla tragica scomparsa di Gabriele Sandri, vittima dell'inspiegabile gesto di Luigi Spaccarotella, funzionario della Polizia stradale che l'11 novembre del 2007 sparò dei colpi di pistola dall'area di servizio di Badia al Pino Ovest (autostrada A1) colpendo il tifoso laziale che sostava in un auto nel lato opposto della carreggiata. Inizialmente condannato a 9 anni e 8 mesi di reclusione, Spaccarotella da circa un anno gode del regime di semilibertà per prestare servizio presso una Misericordia di Santa Maria Capua Vetere.

"In ricordo di Gabriele Sandri, cittadino italiano. Mai più 11 novembre", questa l'incisione della targa posta nel luogo della prematura morte di questo eterno 26enne partito per una trasferta tristemente senza ritorno. Una targa abbellita di settimana in settimana da sciarpe e adesivi riposti con cura da tifosi di ogni squadra, in barba a rivalità che non conoscono divisioni alcune quando di mezzo c'è una vita spezzata anzitempo. La vita di un ragazzo come tanti, un ragazzo come loro. Quell'eterno 26enne che, come molti prima e altrettanti dopo di lui, amava macinare chilometri su chilometri in giro per l'Italia e per l'Europa con una fede calcistica in fondo al cuore.

In occasione dell'undicesimo anniversario della sua morte, la Fondazione Gabriele Sandri ha così deciso di promuovere una nuova e speciale iniziativa. «Undici anni fa hai lasciato questa terra - si legge nella nota diramata sul profilo ufficiale di Facebook - da undici anni questa iniziativa ci riempie di orgoglio. Invitiamo tutti a recarsi domenica presso l'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma al Gianicolo. Se hai un cuore, dona». Una raccolta di sangue a cui farà seguito il ricordo di tutte le tifoserie italiane e non solo che, nella giornata di oggi, popoleranno gli spalti per fare quello che Gabriele avrebbe dovuto continuare a fare: tifare e trascorrere una nuova giornata spalla a spalla con gli amici di sempre e con perfetti sconosciuti tra cori, bandiere e battimani. «Il cielo è azzurro sopra noi, è già domenica, le ali spiegherai», cantava in sua memoria la band torinese degli Statuto a distanza di tre anni dalla sua scomparsa. Avrebbe compiuto da poco meno di due mesi 37 anni, eppure quel colpo di pistola non potrà mai ridare indietro alla famiglia Sandri il suo amato Gabriele. Oggi, a distanza di undici anni, la targa in suo onore continua ad essere tappa fissa di centinaia e centinaia di tifosi in viaggio verso un settore ospiti.