Undici metri. Circa 16 passi per un uomo di media statura. Sono quelli che nella vita di un calciatore possono segnare un'intera carriera o farti vivere una serata da sogno. Lo sa bene Giuseppe Scurto che in una notte di marzo del 2005 ha segnato il rigore della qualificazione in un Fiorentina-Roma di Coppa Italia. Gli infortuni lo hanno costretto a chiudere la carriera troppo presto, ma il calcio gli ha spalancato le porte di una nuova vita come allenatore. È tornato nella sua Sicilia e adesso guida la Primavera del Palermo. Nel giorno in cui la Roma torna a Firenze per giocarsi il passaggio del turno partiamo da quel tiro dal dischetto col pallone che bacia il palo e Bruno Conti che corre sotto al settore. Che sia di buon augurio.

Iniziamo da quel rigore.
«Per me è stata una grande emozione. Io ero molto giovane, era la prima partita di mister Conti. È stato un momento importante, ma sarebbe stato impossibile senza le parate di Curci».

Cosa le passava per la testa prima di calciare?
«Quando ti avvicini al dischetto c'è sempre grande tensione. Io poi non ero abituato, in carriera ho battuto pochissimi rigori. In quel momento non pensi niente, tiri e basta».

Quando la palla è entrata cosa ha provato?
«Ricordo la gioia e la corsa sotto al settore ospiti con mister Conti che si stira un muscolo per esultare. C'erano tanti elementi che hanno reso speciale quella qualificazione».

Quali?
«Eravamo una squadra molto giovane, venivamo da un'annata complicata. Iniziata con le dimissioni di Prandelli e la girandola di tanti allenatori. Vincere così fu ancora più bello».

Tanti in quel gruppo venivano dal settore giovanile.
«È una cosa che ti aiuta a inserirti e a dare qualcosa in più. Ma spesso per i romani non è facile».

In che senso?
«Per loro non è semplice giocare nella squadra della propria città. Sentono molto la responsabilità e la pressione».

In quella squadra c'era anche Daniele De Rossi che esce ora da un infortunio complicato.
«So bene di cosa si tratta, mi auguro che non sia nulla di grave. Lui ormai ha un'esperienza tale che può affrontare tutte le situazioni al meglio, è legatissimo alla maglia e farà di tutto per aiutare la Roma».

Da tecnico delle giovanili le piace la linea verde della Roma?
«I giallorossi hanno una risorsa importantissima. Nel corso degli anni ha tirato fuori tanti giocatori importanti che poi si sono imposti in prima squadra, anche in questa Primavera ci sono tanti giocatori bravi e interessanti. Facendo così si costruisce un futuro vincente».

Non solo il settore giovanile, tanti giovani sono arrivati anche dal mercato.
«Hanno acquistato ragazzi di grande prospettiva e alcuni di loro sono riusciti a dare da subito un contributo importante».

Troppo facile dire Zaniolo?
«Lo conoscevo bene, era il giocatore più importante dell'Inter Primavera. Ha qualità e quantità. Che si affermasse subito in questa maniera era difficile da prevedere. Bravo lui e brava la Roma che ha creduto nel suo talento».

Anche la Fiorentina punta tanto sui giovani, che partita si aspetta?
«È una gara molto equilibrata perché i viola hanno dimostrato di essere una squadra forte anche contro le grandi. Ma la Roma ha un'arma in più».

Quale?
«Ha individualità importanti e la qualità dei giocatori offensivi dei giallorossi farà la differenza».

Un pronostico?
«È una partita aperta a ogni risultato. Magari finisce ai rigori...».