Un (ipotetico) scenario perfetto. Torna la Champions League e la Roma è chiamata a indossare di nuovo il vestito migliore. Quello delle grandi occasioni, lo stesso che ha portato con disinvoltura lo scorso anno fino a Liverpool. Lo riprende stasera, dopo averlo riposto nell'armadio dei ricordi e rispolverato anche in questa edizione, a parte qualche passaggio a vuoto per fortuna indolore (leggi Real Madrid).

Ebbene, proprio nella competizione che sembra a lei più congeniale, la Roma ha pescato l'avversario che tutti volevano: il Porto dell'ex laziale Conceiçao. Per carità, in Champions i facili trionfalismi sono non solo fuori luogo, ma anche poco intelligenti. Però, approcciarsi ai campioni portoghesi ha un peso diverso rispetto all'ipotesi che dall'urna del sorteggio fosse uscito un nome tra Barcellona, Manchester City, Bayern o Paris Saint-Germain.
Ci sono anche i numeri che frenano ogni intento trionfalistico: la squadra allenata da Sergio Conceiçao è risultata la migliore nella fase a gironi della Champions League: i lusitani hanno realizzato 16 punti sui 18 disponibili, grazie a 5 vittorie e a un pareggio, con 15 gol fatti e 6 subiti.

La tradizione tra le due squadre è tutta a favore dei portoghesi, perché la Roma non ha vinto nessuna delle quattro partite contro il Porto in competizioni europee: due pareggi e due sconfitte il bilancio finora. In tutte le occasioni in cui la Roma ha incontrato il Porto in competizioni europee è stata eliminata: la prima volta avvenne nel corso degli ottavi di finale nella Coppa delle Coppe 1981-82, mentre l'ultima è più recente e si riferisce alle qualificazioni alla Champions League del 2016-17, quando la Roma realizzò l'unico gol al Porto. Per la cronaca si trattava dell'autogol di Felipe che illuse i giallorossi. Sei, invece, le reti incassate dai giallorossi. Nel bilancio pesa in maniera determinante lo 0-3 subìto in casa dalla Roma nel preliminare con Spalletti in panchina. Risale all'edizione 2007-2008 l'unico altro incrocio in Champions League della Roma con una squadra portoghese.

L'avversario era lo Sporting Lisbona, eliminati dagli uomini allenati da Spalletti grazie a un successo interno (2-1, con gol di Juan e Vucinic) e un pareggio esterno (2-2, con reti di Cassetti e Pizarro) contro lo Sporting Lisbona nella fase a gironi dell'edizione 2007-08. Allargando lo spettro, la Roma ha incontrato 14 volte le squadre portoghesi in competizioni europee. Il bilancio è favorevole ai giallorossi: cinque successi, cinque pareggi e quattro sconfitte, 19 gol fatti e 15 subiti.

Ora, però, si riparte da zero. Non conta né il passato né quanto successo nella fase a gironi. L'incontro è di quelli da uomini veri, condito tra l'altro dal battesimo del Var. A guidare la Roma sarà ancora Daniele De Rossi, il giocatore romanista più presente nella fase finale della Champions League nella storia della Roma. L'attuale capitano, con la gara di Madrid nel primo incontro della fase a gironi, ha staccato Francesco Totti arrivando a 58 apparizioni (poi quota 59 la tocca col Cska in casa). Dall'altra parte troverà Iker Casillas, portiere dei portoghesi, il giocatore più presente nella storia della Champions League (173 partite): nell'ultima partita contro il Galatasaray è diventato il secondo giocatore (dopo Cristiano Ronaldo) a raggiungere le 100 vittorie nella competizione.

Fuori dall'area scudetto, fuori dalla Coppa Italia (e in che modo!), a Di Francesco non resta che far bene in Europa e tornarci con il quarto posto in Serie A. Staserà l'Olimpico sarà esaurito. Il punto di domanda riguarda la Roma: che squadra scenderà in campo stasera? Dottor Jekyll o mister Hyde? Venerdì sera, dopo la larga vittoria contro il Chievo in trasferta, Edin Dzeko ha chiesto l'aiuto ai tifosi: «Speriamo che martedì ci siano tutti a tifare per noi perché sicuramente dobbiamo dare tutto e loro ci danno una mano». I tifosi ci sono, come sempre. Ora, tocca alla Roma.