Quando Nicolò Zaniolo fa un gol, e qualcuno elabora una statistica, correlata alla sua giovane età, prima di diffonderla deve andare a controllare cosa ha fatto Andrea Pinamonti. Tre gol in 15 partite quest'anno per il toscano della Roma, tre in 16 per il trentino del Frosinone, a segno contro Spal, Fiorentina e Bologna. Quando il 3 febbraio, contro il Milan, il romanista ha bucato Donnarumma – altro esponente della fortissima classe '99 – qualcuno disse che era il primo 19enne ad aver fatto 3 gol in questo campionato: falso, il numero 89 del Frosinone (che con la Lazio ha sprecato una buona occasione per arrivare a 4) ci era arrivato giusto una settimana prima. L'equivoco nasceva perché il romanista non era il primo 19enne ad arrivare a quota 3, ma il più giovane sì: è nato il 2 luglio 1999, l'altro il 19 maggio. Non sono mai stati rivali i due, anche se età, presenze e gol sono le stesse: troppo diverso il ruolo, tra uno che deve ancora capire se fare il trequartista o la mezzala sinistra – e nel frattempo ha giocato anche falso nueve, e ala destra, con buoni risultati – e uno che ha sempre fatto il centravanti. Per Stefano Vecchi – che nell'Inter Primavera li ha avuti entrambi, anche se in poche occasioni nella stessa gara - Zaniolo poteva fare benissimo il trequartista, ma in serie A, con un livello tecnico superiore, farà meglio a specializzarsi come mezzala sinistra, con licenza di inserirsi in avanti come e quando vuole. Alternandolo nei due ruoli, lo scorso anno, gli ha fatto fare i gol che non ha avuto da Pinamonti, non certo per colpa del ragazzo. Che era considerato troppo bravo per giocare il campionato primavera (una sola presenza): doveva stare in prima squadra. Categoria in cui Spalletti gli ha fatto giocare ben 13', a febbraio. Gli rimaneva solo la Youth League: 6 presenze, altrettanti gol, ma il suo resta un anno buttato. Mentre Zaniolo, che era stato portato subito in ritiro con la prima squadra, rimandato in Primavera cresceva e si metteva in luce.

Maturazioni diverse

L'attaccante in prestito al Frosinone, al contrario del talento scartato dalla Fiorentina e svenduto dall'Inter, è sempre stato un considerato predestinato, baciato dal talento, il migliore della sua generazione. A Firenze nella classe '99 c'erano l'attaccante Gori, il terzino sinistro Ranieri e al limite il portiere Cerofolini, poi raggiunti e superati dal talento cristallino e irrequieto di Riccardo Sottil, pure lui figlio d'arte, passato per le giovanili di Juventus, Genoa e Torino prima di fare 2 presenze in A coi viola, e andare in prestito al Pescara (a giocarsi il posto con Antonucci): Nicolò Zaniolo era sotto la voce "altri". All'Inter c'era Pinamonti e la voce "altri": nessuno reggeva il paragone con il centravanti arrivato 13enne dal Chievo. Secondo una chiacchiera dell'ambiente che potrebbe non essere poi così lontana dalla verità, c'era l'Inter già dietro il suo passaggio al club gialloblù, ad appena 8 anni, e il Chievo lo faceva giocare negli Esordienti sapendo che non lo avrebbe potuto portarlo né in prima squadra né in Primavera. Che sarebbe andato a Milano non appena compiuta l'età richiesta per il cambio di regione (che ha una deroga per le provincie confinanti, che permette, appunto, a un bambino trentino di giocare nel Verona). Il predestinato Pinamonti si è fatto tutte le nazionali giovanili, lo Zaniolo che ha iniziato a esplodere pochi mesi prima della maggiore età è partito dall'Under 18. Però hanno debuttato nel calcio dei grandi nella stessa stagione, Zaniolo con la 21 dell'Entella, l'11 marzo 2017 col Benevento, l'altro il mese prima, e una categoria sopra, il 12 febbraio 2017, Inter-Empoli 2-0 (ma aveva già giocato coi grandi a dicembre, 90' in Europa League, con lo Slavia Praga). E soprattutto, si sono trovati nel momento più alto della carriera azzurra di entrambi, l'Europeo Under 19 della scorsa estate, quello che convinse Mancini a convocare Zaniolo in Nazionale, anche se nella Roma doveva ancora fare un minuto. Il romanista titolare, l'attaccante dell'Inter quasi: erano in tre per due maglie, lui, lo juventino Kean e l'ex giallorosso Scamacca. Anche Pinamonti, come Zaniolo, può vantare una convocazione di Mancini quando era ancora in età da Primavera, giusto un anno fa.

Pinamonti e l'ipotesi Roma

La società giallorossa, che lo conosce benissimo - a livello giovanile Roma-Inter è il duello del decennio - aveva anche provato a portarlo a Trigoria, una volta sfumato il 21enne portiere Radu, che Monchi stesso ha ammesso pubblicamente di aver provato a inserire nella trattativa Nainggolan, quando però era già stato ceduto al Genoa. Il nome di Pinamonti è circolato, alla fine, accanto a Zaniolo, l'Inter ha ottenuto di inserire Santon, che da tempo non rientrava più nei piani. E che alla Roma, con Karsdorp reduce da un anno con una sola presenza, poteva pure fare comodo. Così Pinamonti è andato in prestito secco al Frosinone, che gli ha fatto fare uno spezzone alla prima, e poi gli ha regalato la prima da titolare alla sesta, proprio all'andata contro la Roma. Giocò anche Zaniolo quel giorno: dalla panchina, prima presenza in serie A. Un girone dopo, si sono invertiti i ruoli.