Sean Cox, il tifoso irlandese di 53 anni ferito alla testa prima della partita di martedì fuori da Anfield, è ancora in coma farmacologico. I medici che lo hanno operato per drenare sangue dal suo cervello proveranno a svegliarlo lunedì. Le sue condizioni sono gravi e stabili. Lo ha affermato un poliziotto durante l'udienza della South Sefton Magistrates Court di Bootle, vicino Liverpool, dove tre romanisti fermati il giorno della semifinale di Champions sono comparsi davanti ai giudici.

IL 24 maggio il verdetto

Il verdetto della giornata dice questo: per i due romani di 20 e 29 anni fermati in seguito ai disordini avvenuti sotto la Kop, durante i quali Cox ha perso i sensi, è caduta l'accusa di tentato omicidio. Sono stati convocati il 24 maggio davanti ai giudici della Liverpool Crown Court di fronte ai quali risponderanno entrambi del reato di disordini violenti e, solo il ventenne, anche di lesioni gravissime. I due si sono visti negare la scarcerazione su cauzione e sono stati riportati in cella, dove rimarranno in custodia cautelare fino al 24 maggio.

Non è possibile al momento fare una stima di quali pene rischiano: il reato di lesioni gravissime nel Regno Unito prevede pene differenti a seconda che le lesioni siano state intenzionalmente causate o siano state provocate non del tutto volontariamente. Spetterà dunque ai giudici, anche e soprattutto con l'analisi dei video delle telecamere di sicurezza, capire se e come Sean Cox è stato colpito dai due accusati, se è invece stato colpito da altri romanisti o se ha invece sbattuto la testa cadendo al suolo. I due si sono dichiarati innocenti.

Il terzo tifoso

Il terzo tifoso romanista accusato, italiano di 28 anni, è stato multato per aver lanciato delle monetine dagli spalti di Anfield e per aver provato a rompere un seggiolino. Il suo caso non è connesso ai fatti avvenuti sotto la Kop e il ventottenne ha ammesso la propria colpevolezza. Il giudice ha inoltre disposto che non riceverà il divieto di accesso agli stadi in Inghilterra. Infine, non è ancora stato chiarito se il tifoso fotografato con un martello in mano sia italiano o inglese.

Tutti attorno a Sean

La famiglia di Sean Cox, secondo quanto comunicato dalla polizia del Merseyside, ha voluto dare il seguente messaggio: «Vogliamo dire al mondo che Sean è il migliore marito, papà, figlio, zio e fratello che possa esistere e che ci ha dato solo gioia. È un uomo onesto che adora il Liverpool e che era venuto dal Meath, in Irlanda, per guardare la squadra tifata. Siamo completamente devastati da ciò che è accaduto al nostro amato e affettuoso Sean e l'unica cosa che vogliamo è che torni da sua moglie e dai suoi tre figli».

La maglia di Sean 

Inoltre, la maglia del St. Peter's GAA Club, società di calcio gaelico di Dunboyne di cui è membro Sean Cox, sarà appesa nello spogliatoio del Liverpool nella semifinale di ritorno di Champions League. Il club inglese ha richiesto la maglietta al club irlandese. Una fonte citata dall'Irish Sun ha spiegato che il St. Peter's GAA Club «è a conoscenza della richiesta e si sta organizzando. I giocatori e i dirigenti del Liverpool sono profondamente sconvolti per quello che è successo a Sean».

Raccolte fondi

Infine, la raccolta fondi online inaugurata mercoledì ieri sera si aggirava sui 50mila euro donati da circa 2.500 persone di tutto il mondo, compresi tifosi romanisti. L'Albert Pub, locale davanti ad Anfield di fronte al quale si sono svolti i disordini, sabato ospiterà una riffa per raccogliere altri fondi per la famiglia Cox: comprando bigliettini da due sterline i partecipanti potranno vincere una maglia autografata da Steven Gerrard.