Lo sguardo della ragazza dietro al bancone del Roma Store è perso nel vuoto. Sono cinque ore e mezza che sta distribuendo senza sosta i biglietti per Liverpool-Roma, ha iniziato alle 7 e ne avrà almeno per altre quattro ore, finché non si esauriràla coda e poi, a fine giornata, i biglietti. Nel frattempo prova a gestire le intemperanze dei tanti tifosi adirati per l'attesa estenuante sotto al sole di via del Corso: chi prova a saltare la fila, chi si arrabbia perché pensa che qualcuno stia provando a saltare la fila, chi sprona i commessi a fare più velocemente. I tagliandi per il settore ospiti di Anfield sono già stampati, ognuno dei tre addetti alla distribuzione ne ha un pacchetto davanti a sé.

Poiché siamo nella fase di prelazione, la ragazza si fa dare il documento d'identità, i due abbonamenti e i biglietti delle tre trasferte europee, più le fotocopie di tutto. Con un pennarello indelebile fa una croce sui biglietti, in modo che nessuno possa fare il furbo prestandoli a qualcun altro; ma, come gli altri commessi, già non guarda più i documenti, né li confronta più col nome sul biglietto del Camp Nou, l'unico ad essere nominativo. L'operazione viene ripetuta quattro volte per ogni persona col numeretto, come da regolamento, e questo rallenta di molto l'andamento della fila.

Fuori dal Roma Store i tifosi sono in coda da due giorni, con appelli a mezzanotte e all'alba per rispondere ognuno alla chiamata del proprio numeretto. In centinaia bloccano via del Corso dalla prima mattina senza che vi sia alcuno spazio predisposto per fare una fila ordinata sul marciapiede: ogni volta che deve passare un camion sono smadonnamenti sia dei tifosi sia dei camionisti, mentre i turisti si chiedono se ci sia Totti che firma gli autografi. La fila si esaurisce verso le 16.30, quando entrano i "numeretti" attorno al 300. In nove ore e mezza di vendita significa circa 32 tifosi all'ora, divisi tra tre postazioni adibite alla vendita dei biglietti. La lentezza sarebbe riconducibile alla lentezza del sistema gestionale usato l'altro ieri per Roma-Liverpool, non fosse che i biglietti sono tutti già stampati e anonimi. Come una volta.

E allora viene da chiedersi come mai non abbiano adibito altre postazioni per distribuire i circa 2.600 biglietti che sono già pronti. Qualcuno dice: «Potevano mettere i tavolini fuori con dieci persone a dare i biglietti!». In realtà predisporre altre tre postazioni all'altro bancone del Roma Store rimasto inutilizzato sarebbe bastato per andare al doppio della velocità. In modo che i meno fortunati, invece che nove, ne avrebbero passate quattro o cinque di ore in strada. Interpellata sul perché solo tre addetti stiano distribuendo i biglietti per l'intero settore ospiti di Anfield, una delle persone al lavoro risponde: «Perché non abbiamo abbastanza personale».

Ah. Forse sarebbe stato opportuno coinvolgere più personale per una vendita così importante, magari accorgendosi del problema in corsa e correggendolo in mattinata. Purtroppo, però, non c'è nessun rappresentante della società a monitorare la distribuzione dei biglietti della più importante partita della Roma in Europa negli ultimi 34 anni e ad ascoltare i tifosi. Alla fine, però, tutti vanno via contenti. Dopo più di nove ore ognuno ha il suo biglietto e ne avanza pure qualcuno per una tranquilla vendita pomeridiana, che si esaurisce verso le 19. Oggi non ci sarà la vendita libera. La speranza, però, è che i disservizi servano a migliorare l'organizzazione di domani. E a semplificare la vita di chi già fa tanti sacrifici per la Roma.