Liverpool, Real Madrid o Bayern Monaco. Sotto a chi tocca. Chi sarà sarà, scrivemmo alla vigilia del sorteggio per i quarti di finale, quelli che ci hanno regalato la notte più bella della storia recente della Roma. Oggi, invece, è sotto a chi tocca. Perché un passaggio del turno come quello contro il Barcellona non può non lasciare strascichi. Di entusiasmo, consapevolezza, forza. Chiunque la sorte ci assegnerà, sarà una festa. Perché la Roma c'è e ci sarà pure se dovesse finire la sua corsa alle porte di Kiev. I sorteggi sono in programma oggi alle 13.00 presso la sede dell'Uefa di Nyon, in Svizzera (diretta tv in chiaro su Mediaset e su Premium, oltre che sul sito dell'Uefa). L'estrazione sarà libera, senza alcun tipo di restrizione. Nella stessa occasione verrà sorteggiata anche la squadra che giocherà in casa la finale di Kiev. Ad effettuare il sorteggio sarà l'ambasciatore Uefa ed ex attaccante del Milan Andriy Shevchenko. Le semifinali di andata si giocheranno il 24 e il 25 aprile, quelle di ritorno l'1 e il 2 maggio. La finale sarà sabato 26 maggio allo Stadio Olimpico di Kiev, in Ucraina

Oggi, la Roma sarà lì. Tra le grandi del Continente. A spiegare come si fa. «Non c'è nulla di scontato con una squadra che ha fatto QUELLO al Barcellona», scrive sul suo sito l'Uefa. Il "quello" maiuscolo non è un errore nostro, ma una sottolineatura della federazione europea. Sarà lì con la pazzia del suo allenatore, quel Di Francesco che da quando ha messo piede a Roma è chiamato a dimostrare di essere degno della panchina giallorossa. E che nel momento più difficile ha preso i suoi uomini e li ha saputi guidare nella storia. Facendo loro capire che nel calcio la testa spesso conta più delle gambe. Sarà lì fisicamente la dirigenza giallorossa, mai così fiera di far parte della società giallorossa. «Ora ho capito cosa significa essere tifoso della Roma», ha detto il ds Monchi subito dopo il fischio finale di Roma Barcellona. Lo spagnolo sarà in Svizzera con Baldissoni e Totti. Già, Totti. Se c'è un neo nella serata di Champions è stata la sua assenza, il fatto che non fosse in scarpini e pantaloncini e trascinare la sua Roma come ha fatto per più di vent'anni. Un peccato, lo avrebbe meritato. Ci abitueremo pure noi.

La Roma, comunque andrà il sorteggio, si troverà davanti una big del calcio europeo: il Real che ha vinto per 12 volte il torneo, tra cui le ultime due edizioni, il Bayern o il Liverpool che ne hanno cinque a testa in bacheca. Guardando solo al palmares, si tratta di tre "monumenti" del calcio mondiale, capaci di mettere insieme 22 Coppe. Contro lo zero della Roma. Sembrerebbe non esserci storia. Non per questa Roma, che ormai non ha più paura di nessuno. Nessuna presunzione, nessuna sottovalutazione di avversari; solo coraggio e voglia di arrivare.

E migliorare, come insegna mister Eusebio Di Francesco. Bayern Monaco, Liverpool o Real Madrid: tre potenze del calcio internazionale, tre squadre diverse l'una dall'altra. La Roma ha già affrontato tutte e tre nelle precedenti edizioni della Champions League o quando ancora si Coppa dei Campioni. Sono ben dieci i precedenti tra Roma e Real Madrid in Champions: gli spagnoli sono la squadra che più volte ha affrontato la Roma nella massima competizione europea. Il bilancio è a favore degli spagnoli con 6 vittorie, un pareggio e 3 successi per i giallorossi. Uno fu in una magica notte del 2002, anche allora l'impresa pareva impossibile. Il Bernabeu non cadeva di fronte a un'italiana dal 1967. Invece, in quel 30 ottobre 2002, Totti si caricò sulle spalle la Roma per condurla nella storia. E al turno successivo. Imitato sei anni dopo da Vucinic. Con il Bayern, invece, c'è un conto in sospeso che risale alla stagione 2014/2015 e una scoppola da vendicare. L'andata fu un mortificante 1-7, mentre al ritorno la Roma si arrese senza giocare e fu 2-0. Ma ai tedeschi è legato uno dei ricordi più romantici della tifoseria giallorossa. Il ciclo della Roma di Liedholm andava a esaurirsi. La Curva Sud non ci voleva credere e sperava in una rimonta (quasi) impossibile. Quando lo stadio si accorse che l'impresa era impossibile partì la sciarpata del Che sarà sarà, entrata nella storia della società giallorossa. In rosso il bilancio anche con i tedeschi, con 5 sconfitte e una inutile, ma orgogliosa, vittoria. Il Liverpool è il dolore dell'infanzia perduta, delle illusioni vanificate, delle notti maledette e dei rigori sbagliati.

A Nyon si confrontano le migliori scuole europee nel trofeo più importante: Italia, Germania, Inghilterra e Spagna. Quest'ultima, dopo otto anni, presenta "solo" una squadra in semifinale. L'ultima volta che accadde vinse una squadra italiana. Era il 2009 e l'Inter di Jose Mourinho prima di arrivare in finale eliminò Chelsea, Barcellona e una squadra ucraina. Chi vi ricorda?