L'attaccante della Roma Diego Perotti ha parlato in conferenza stampa in vista della sfida di Champions League contro l'Atletico Madrid. Queste le sue parole:

Cosa c'è dietro questo tuo ritorno al gol? C'è un segreto?

Per fortuna sto vedendo più la porta, era importante ed è una cosa che mi è sempre mancata in carriera. Ora mi godo questo momento, è importante per aiutare la squadra ed è quello che voglio sempre. Se il gol lo fanno altri è lo stesso ma sicuramente mi piace molto fare gol.

A differenza della scorsa stagione, Di Francesco ti chiede di andare dentro il campo. E' cambiato qualcosa?

Sicuramente il mio modo di giocare è più completo rispetto allo scorso anno. Ero sempre abituato a giocare troppo aperto, riceve la palla sopra la linea. Ora provo a prendere palla tra le linee e puntare il difensore centrale e non solo il terzino. Stare vicino alla porta mi rende più facile fare gol o fare un assist.

Chi è stato il tuo maestro sui calci di rigore?

La verità è che ho cominciato a calciare così sin da Siviglia, non ho guardato qualcuno, è stato un modo che ho iniziato a provare allenandomi molto e piano piano ho perfezionato. Ho provato tanto, ho calciato tante volte... Ho cominciato con un portiere che era molto amico e mi ha dato qualche consiglio, ma non mi sono ispirato a nessuno.

Quante possibilità ha l'Atletico Madrid di passare agli ottavi?

Sappiamo di cosa sono capaci, non li diamo per spacciati e sappiamo come il tecnico motivi i suoi giocatori, specialmente quando giocano davanti al loro pubblico. Noi sappiamo di avere delle possibilità, abbiamo a disposizione due risultati su tre ma per esperienza diretta so che è difficile affrontare questa squadra soprattutto quando giocano in casa.

Che Atletico Madrid ti aspetti domani? Come giudichi la gara d'andata?

Come ha detto il mister, mi aspetto una squadra che deve vincere per forza, ha giocatori forti che segnano tanti gol e un allenatore che sa come motivarli. Forse è vero che il pareggio dell'andata è stato determinante e ha indirizzato le cose, loro hanno avuto le occasioni migliori come con Saul all'ultimo, se avesse segnato sarebbe stato tutto diverso. Iniziare vincendo o perdendo cambia le cose, anche se nessuno si aspettava che l'Atletico non vincesse contro il il Qarabag nelle due sfide, è quello che sta facendo la differenza.

Senti di aver vinto la tua sfida personale sposando la Roma? Resterai qua a lungo?

Da quando sono arrivato mi hanno fatto sentire importante, ho giocato la domenica col Genoa e il martedì giocavo con la Roma e quello è stato determinante. Piano piano ho provato a dare il meglio e di fare il più possibile delle mie capacità. Il rinnovo sarebbe un premio, sono contento qua e lo è anche la mia famiglia, la città ci piace. Mi piacerebbe rimanere tanto tempo, sarebbe il culmine della mia rinascita nel calcio.