Tutto in una notte. Quella di Roma-Crotone, che vedrà finalmente in campo Rick Karsdorp. Lo ha annunciato Di Francesco nella conferenza stampa di ieri: il suo turno è arrivato. In una notte, questa notte, finirà la lunga attesa, durata cinque mesi. Dal termine del campionato vinto con la maglia del Feyenoord all'esordio in giallorosso contro i calabresi. Ne è passata di acqua sotto i ponti. E se ne sono avvertite di noie per l'esterno. Prima la lacerazione del menisco esterno, eredità dell'ultima Eredivisie: un intervento chirurgico programmato da tempo, che avrebbe dovuto farlo rientrare per l'inizio di settembre, tanto che per l'amichevole con la Chapecoense era stato inizialmente preventivato un suo impiego. In quell'occasione Di Francesco si mostrò cauto e lo tenne ancora a riposo. Poi, quando sembrava giunto il momento del rientro, il nuovo stop. Colpa di un fastidio muscolare all'adduttore, slegato dal precedente problema ma che ne ha allungato i tempi del ritorno all'attività agonistica vera e propria.

Adesso il calvario è finito. Due panchine nelle sfide con Napoli e Torino, tanto per riannusare l'odore dell'erba con l'adeguata colonna sonora dagli spalti. Stasera da titolare, per la prima volta con la maglia della Roma addosso in una partita ufficiale. Prenderà il posto di Florenzi e Peres, i due giocatori che si sono alternati finora nel ruolo di esterno basso a destra. Su quella corsia Karsdorp si è palesato come uno dei più promettenti d'Europa, il miglior terzino d'Olanda nelle ultime due stagioni, peraltro concluse con due titoli (campionato e coppa nazionale), classifiche di rendimento alla mano.

Eppure l'alba della sua carriera era sorta da altri lidi. Nelle giovanili del Feyenoord, Rick giostra da trequartista. Dietro le punte, centrale o sull'ala, ma anche più arretrato, da centrocampista puro. Ha i piedi buoni, non disdegna il dribbling trova i compagni con facilità, ma alla visione di gioco abbina dinamismo, accelerazione e resistenza non comuni. Sono queste le doti che lo portano all'attenzione di Giovanni van Bronckhorst, quando assume la guida della prima squadra. Karsdorp è già stato promosso fra i "grandi" da un anno, quando l'ex esterno del Barcellona ne intuisce le potenzialità, arretrandone il raggio d'azione, lui che da giocatore ha fatto la stessa trafila: da ala a terzino, ma sulla corsia mancina.

L'allora ventenne Rick è rapidissimo e possiede una falcata in grado di coprire tutto il campo in undici secondi: partendo da dietro mantiene inalterate le capacità di cross, ma a queste aggiunge quelle - straordinarie - di recupero. Schierato in avanti ha una porzione troppa ridotta di campo, anche se nella doppiasfida di Europa League contro la Roma del febbraio 2015 fa soffrire non poco Holebas, che fatica a contenerne l'esuberanza atletica. In Olanda inizia ad essere soprannominato "Locomotiva" per l'attitudine a percorrere decine di volte a partita quel binario di destra. Sulle orme di una vecchia conoscenza romanista come "Pendolino" Cafu. Da quella posizione fa nascere occasioni da gol a ripetizione per i compagni (40 soltanto nell'ultima stagione, secondo i dati Opta). Da lì colleziona assist vincenti in serie: 19 in totale, con un picco di 10 nel 2015/16, un'enormità per un terzino. Nello stesso periodo convince Blind a convocarlo, giovanissimo, innazionale, con la quale colleziona tre presenze. Ma la maglia orange non è la sua unica conquista: la sua splendida fidanzata Astrid Bell gli regala il proscenio delle cronache rosa. La moltitudine di tatuaggi messa in mostra della coppia spopola sui social. Ma ora è tempo di riconquistare le copertine per le gesta calcistiche. Lui è (loco)motivatissimo.