Kolarov ci ha preso gusto. Dopo aver deciso già la trasferta di Bergamo su punizione, il mancino serbo ha sbloccato anche Torino-Roma, segnando lo 0-1 finale con una pennellata. Subito dopo il fischio finale, il terzino sinistro ha rilasciato le seguenti dichiarazioni.

KOLAROV A PREMIUM SPORT
"Basta parlare di scudetto sì o scudetto no dopo otto-nove giornate. Era importante vincere e abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Ora dobbiamo vincere le due partite in casa e sfruttare il calendario. Non so perché andiamo meglio in trasferta, secondo me è solo un caso, abbiamo giocato contro Inter e Napoli che stanno facendo benissimo. Cerco di dare sempre il massimo, a volte ci riesco. I compagni mi hanno accolto bene e sembra che sono qui da due anni. I gol? Conta soprattutto vincere a questo punto della mia carriera, non contano i gol. Cerchiamo di fare bene di partita in partita, poi vediamo dove arriveremo. Non possiamo fare discorsi definitivi dopo così poche giornate, non voglio illudermi parlando di scudetto ora".

KOLAROV A SKY SPORT
"Ci tenevo a fare gol davanti a Mihajlovic perché è sempre stato un mio idolo dai tempi della Stella Rossa. Soprattutto ci tenevo alla vittoria. Abbiamo dato una prova di continuità dopo la bella gara di Londra che dovevamo vincere. E' difficile giocare dopo tre-quattro giorni. Abbiamo sofferto, non abbiamo giocato benissimo ma abbiamo vinto ed è quello che conta. Il Torino ci teneva tanto a vincere oggi, sono contento che abbiamo dato un segnale. Roma che entra nella corsa scudetto? C'è da inizio campionato nella lotta al vertice e ci sarà anche tra dieci giornate. Sappiamo di essere forti, ma nel calcio bisogna sempre dimostrare. Noi cercheremo di vincere ogni partita e di fare del nostro meglio".

KOLAROV A ROMA TV
"Cerco di fare sempre bene, faccio quello che posso e cerco di dare sempre il massimo. In questo momento faccio anche gol e va bene così. Era importante vincere oggi per stare attaccati alle prime quattro posizioni. A volte bisogna giocare uno contro uno in difesa. Hector ha fatto bene come tutti gli altri, bisogna continuare così. Segreto? E' tutta questione di testa, le qualità qualcuno ne ha di più, altri meno. Le gare le preparo tutte allo stesso modo, perché sono tutte importanti. Bisogna mantenere la calma e i piedi per terra. Sinisa è come un fratello maggiore, lo conosco da quindici anni ho un attimo rapporto con lui, l'ho salutato perché tengo a lui".