Basterebbe solo dire che è un derby, seppure del Sole. Ma non ce n'è nemmeno bisogno. Perché la Roma che stasera scende in campo per affrontare il Napoli non ha bisogno di ricorrere al nome o all'appuntamento importante per caricarsi. Sono tante le chiavi di lettura di questa partita. Anzi, forse sono troppi gli spunti che questa partita offre: dai due presidenti, così diversi così uguali, ai due allenatori, entrambi amanti del calcio offensivo e tra i migliori in Italia, da Dzeko contro Mertens a"c'era una volta il gemellaggio dei tifosi più caldi". Non serve neppure ricordare che è la prima volta con Rocchi dopo Torino in un nostro big match. Rocchi non è un ex calciatore con la maglia brutta, ma l'arbitro di una partita contro la Juve che non ci fecero giocare. Ma non serve, perché stasera si fa sul serio e quando è così, non occorrono spunti. Né tante parole. Basta indossare la maglia, quella maglia, e tutto si accende. «L'ambizione deve essere un piacere, non un dispiacere - ha detto ieri Di Francesco - La cosa più importante è credere in se stessi ed essere umili". Una dichiarazione che è un programma. Una frase che è la filosofia della Roma nata tre mesi fa. Una dichiarazione che fa il paio con «Certe partite contano». Niente paura, quindi. Anche se all'Olimpico arrivano i marziani. O presunti tali. Una squadra che viaggia sulle ali dell'entusiasmo di una stampa che, dopo aver smesso di pompare il Milan, ha scelto Sarri [...]