Roma e Napoli sono condannate a primeggiare, sarebbe meglio vincere, per continuare a crescere. E spodestare, finalmente, la Juventus dal gradino più alto del campionato. Entrambe,infatti, basano la loro attività economica e finanziaria su una sorta di autofinanziamento, che si regge sul raggiungimento dei risultati sportivi. Ma con una differenza di fondo: se il Napoli chiude il bilancio sportivo in negativo non fa campagna acquisti, la Roma, invece, sfrutta le plusvalenze per agire e tentare di rafforzare la squadra. Scelte opposte, figlie certamente di scelte manageriali, ma anche della storia più recente. Quando Aurelio De Laurentiis riuscì a diventare il presidente del Napoli era il 2004 e l'ex squadra di Maradona pochi mesi prima aveva conosciuto la vergogna del fallimento. Francesco Totti da lìa qualche mese avrebbe superato il primato dei 106 gol realizzati da Pruzzo, diventando il calciatore più prolifico della storia della Roma. [...]