L' anomalia è Roberto Martinez. Il ct belga che per la seconda volta consecutiva non ha convocato la cresta di Nainggolan nel Belgio, peraltro già qualificato per il mondiale russo. Il ct slovacco Kozak che sembra il nome di un commissario di polizia, non ci pensa neppure a privarsi della sua cresta, quella di Marek Hamsik, magari anche perché nella Slovacchia non è che ci sia questa abbondanza di giocatori da nazionale.

Per il resto, se i due si guardano allo specchio, si riconoscono. Nainggolan e Hamsik. Una cresta da mostrare senza pudori, leader riconosciuti delle rispettive squadre, incursori con il vizio del gol, più offensivi che difensivi, agonisti in campo come dovrebbero essere tutti. Uno contro l'altro sabato prossimo all'Olimpico in una sfida che metterà in palio il vertice della classifica. Napoli a punteggio pieno, Roma a rincorrere con una partita da recuperare e una persa che per capire il perché bisogna farsi una chiacchierata con l'arbitro Orsato sperando, se mai ci fossero, in risposte esaurienti.