L'acquisizione dei diritti tv per la trasmissione della Serie B da parte di Perform aggiunge un nuovo tassello alla programmazione dei prossimi anni del calcio in tv. La chiusura della trattativa arriva tre settimane dopo la definitiva e tormentata assegnazione dei diritti tv per la Serie A. Dopo diciannove giorni, però, sebbene le condizioni siano chiare, altrettanto non si può dire per gli accordi definitivi. Quelli, in pratica, che determineranno il palinsesto definitivo e guideranno il tifoso all'acquisto dell'abbonamento. La situazione al momento è definita dall'accordo del 13 giugno, ossia due pacchetti su tre a Sky e il terzo a Perform, che attraverso la piattaforma internet Dazn trasmetterà per la prima volta on line il campionato italiano.

Dazn (pronuncia The Zone) è la vera novità: la piattaforma del gruppo inglese Perform è seguita da oltre 150 milioni di utenti e permette di guardare le partite di calcio e lo sport in generale in diretta streaming oppure on demand. Esattamente come Netflix, il servizio prevede un abbonamento mensile ed è fruibile sia da PC che da Smart TV, smartphone e console tramite Livestream in HD. Chi si iscrive per la prima volta a Dazn può usufruire di una prova gratuita di 30 giorni, al termine della quale l'utente decide di disattivarlo o continuare a utilizzare il servizio. In questo caso pagherà 9,99€ al mese, ma sarà libero di disdire in qualsiasi momento. In Italia Dazn trasmetterà in esclusiva 114 partite a stagione della Serie A fino a giugno 2021: esattamente tre gare a giornata più gli highlight delle altre sette restanti partite di campionato. Si potranno vedere l'anticipo serale del sabato delle ore 20.30, il match domenicale delle 12.30 e una di quelle del blocco delle 15.00.

Se le cose non cambieranno, per vedere tutte le partite della giornata calcistica il telespettatore sarà obbligato a fare due abbonamenti, uno in tv e uno per internet. Un'ipotesi che si vuole scongiurare. Tanto è vero che tutti gli operatori coinvolti, Mediaset compresa, sono al lavoro per trovare un accordo. La parte del leone, naturalmente, la fa Sky che trasmetterà, come minimo, sette partite: due sabato, alle 15 e alle 18; quattro di domenica, due alle 15, una alle 18 e l'altra alle 20.30; e il posticipo di lunedì sera. Inoltre, in base alla formula "pick" Sky può collocare nei propri slot orari 16 dei 20 big match. In una nota, inoltre, il gruppo spiega di «star lavorando per trovare la migliore modalità per rendere facilmente accessibili anche ai clienti le tre partite settimanali acquisite da Perform», a conferma di come la questione non sia ancora chiusa. L'offerta di Sky si arricchisce non solo con l'esclusiva della Champions League, ma anche dal punto di vista tecnologico, con la possibilità di seguire le partite non solo su satellite, ma anche sul digitale terrestre e la fibra.

Probabilmente, il 15 luglio il quadro sarà definito. Lo annuncia Mediaset Premium che, dopo aver venduto i pacchetti legati al calcio, dalla prossima stagione non sarà in grado di rispettare il contratto non disponendo più dei diritti tv delle partite. Per questo ha mandato una comunicazione ai propri abbonati annunciando la volontà di continuare a offrire ai propri abbonati i match del campionato, rivelando la data del 15 luglio come deadline: «Confidiamo – si legge nella comunicazione agli abbonati - in un esito positivo delle trattative, ma qualora l'accordo non andasse a buon fine l'offerta Premium sarà rimodulata a partire dal 1° agosto; il prezzo dei pacchetti con contenuti Calcio verrà rivisto di conseguenza». Il nodo delle trattative è la ritrasmissione, ossia la possibità di acquisire da un operatore titolare i diritti tv e, appunto, ritrasmetterli. In sostanza, Premium è nel vivo delle trattative con Sky e Perform. In questo scenario, non va trascurato l'accordo tra la stessa Mediaset con Sky, secondo il quale l'azienda di Murdoch ha la possibilità di acquisire l'intera piattaforma, opzione esercitabile entro l'anno. Ma la chiusura di Premium sarebbe più un problema che un vantaggio per Sky per potenziali problemi con l'antitrust. Per questo, alla fine, un accordo si troverà.