La decisione era nell'aria da settimane ma adesso è arrivata la conferma ufficiale: il Milan è fuori dalle coppe europee e salterà la prossima Europa League, il suo posto sarà occupato dalla Fiorentina. Scongiurata la possibilità di una maxi multa da 30 milioni di euro. Oggi è arriva la sentenza dell'Uefa in merito alle violazioni relative al Fair Play Finanziario. Il club ha già fatto sapere che farà ricorso al TAS ma al momento le possibilità di veder cambiare il verdetto sono ridotte quasi a zero. Ecco il testo del documento:

"La camera giudicante dell'Organo di Controllo Finanziario per Club (CFCB), presieduta da José Narciso da Cunha Rodrigues, ha preso una decisione sul caso AC Milan a seguito del rinvio del responsabile della camera di investigazione CFCB per la violazione delle norme del fair play finanziario, in particolare per la violazione della regola del pareggio di bilancio (break-even rule). Il club non potrà partecipare alla prossima competizione UEFA per club a cui è qualificata nelle prossime due (2) stagioni (una competizione sola nella stagione 2018/19 o in quella 2019/20, in caso di qualificazione). Contro questa decisione è possibile presentare ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport, secondo l'Articolo 34(2) del regolamento procedurale che governa l'Organo di Controllo Finanziario per Club UEFA, e secondo gli Articoli 62 e 63 degli Statuti UEFA".

Sono comunque giorni caldi in casa rossonera anche per quel che riguarda i vertici societari. Il Milan sta passando nelle mani del fondo Elliott che metterà in vendita il club e in questo senso si sta già muovendo il miliardario americano Rocco Commisso. Al momento, lo scenario più probabile è che il miliardario rilevi l'85% della società, lasciando a Li Yonghong il 15% del Milan. Commisso segue l'evolversi della trattativa dal suo ufficio di New York; nel momento della definizione dell'affare si sposterebbe presso gli uffici di Goldman Sachs a Wall Street per iniziare le pratiche di cessione, a partire dal bonifico da 32 milioni di euro nei confronti del fondo Elliott. Si tratta della quota che il fondo ha anticipato a Lì per l'aumento del capitale della scorsa settimana. Come noto, se il presidente del Milan non riuscisse a trovare i soldi da restituire entro il 9 luglio, il fondo americano subentrerebbe alla guida del club. A meno che, come tutto lascia sembrare, Commisso porti a termine il suo piano. Il tycoon valuta il club tra i 500 e 600 milioni e si farebbe carico del debito di Rossoneri Sport (per 180 milioni), lasciando a Lì una quota di minoranza.

C'è un dato da tenere conto: l'italo-calabrese non vorrebbe perdere tempo e partecipare ad aste. Per questo avrebbe dato un ultimatum alla dirigenza rossonera. O si chiude entro 48 ore oppure salta tutto. Nel caso in cui il magnate americano dovesse insediarsi diventerebbe il 27° presidente della storia rossonera. E già sarebbe pronta una piccola rivoluzione ai vertici: verrebbero sostituiti i dirigenti che hanno portato il Milan all'esclusione dalle coppe europee. Già circolano i primi nomi per i vertici societari:  Riccardo Silva e Marco Bogarelli. Il primo ha smentito su Twitter: «Sono amico di Rocco ma non sto lavorando con lui sul Milan, di questo non ne so nulla. Le nostre squadre Miami FC e NY Cosmos giocano nello stesso campionato e siamo alleati nella riforma del sistema calcistico americano: con lui lavoro solo su questo». Commisso si avvicinò alla vicenda del Milan giusto un anno fa, poco dopo l'acquisizione dei Cosmos.