Una vecchia inchiesta che torna a galla dopo tanti anni, con protagonisti e vicende più volte finiti sotto i riflettori di magistrati e, anche, stampa. Semmai, quello che sorprende è proprio il ritrovare ancora gli stessi nominativi a distanza di anni.

Perchè ieri, Pepe Reina, Paolo Cannavaro e Salvatore Aronica sono stati deferiti dalla giustizia sportiva per «avere intrattenuto sin dall'anno 2009 e continuato ad intrattenere, a tutt'oggi, inopportune ed assidue frequentazioni con Esposito Gabriele, pregiudicato, Esposito Francesco ed Esposito Giuseppe, titolari di fatto dell'agenzia di scommesse Eurobet sita in Napoli alla piazza Mercato».

La Procura federale ha inoltre deferito tre dipendenti del Napoli, il team manager Giovanni Paolo De Matteis, il responsabile della biglietteria e delegato alla sicurezza Luigi Cassano e il direttore commerciale marketing del Napoli Alessandro Formisano.

I fratelli Esposito sono ritenuti dalla magistratura contigui al clan camorristico Lo Russo. Da qui nasce l'iniziativa del procuratore della Figc Giuseppe Pecoraro, al quale nei giorni scorsi la Direzione distrettuale antimafia di Napoli aveva trasmesso gli atti dell'inchiesta sui fratelli Esposito, imprenditori ritenuti vicini a esponenti della criminalità organizzata e in rapporti con il mondo del calcio.

In un'informativa della Dia degli scorsi mesi è descritto il mondo di Gabriele Esposito. Si scopre che a marzo 2013 vola a Parigi con l'amico di sempre Paolo Cannavaro per far visita a Ezequiel Lavezzi, loro comune amico. E che a giugno 2013 i fratelli Esposito, sempre con Cannavaro e Aronica, le rispettive famiglie e altri amici, trascorrono una breve vacanza a Ibiza dove incontrarono i calciatori Marco e Fabio Borriello.

Non solo viaggi, ma anche business. Francesco Esposito, infatti, stava lavorando a un progetto per la produzione e la commercializzazione di orologi con il brand «Napoli Calcio». E si fa cenno a una serie di affari, solo ideati o anche andati in porto, sempre con partner famosi.

Calciatori, vip e imprenditori: tutti hanno relazioni con gli Esposito, un elemento che secondo gli investigatori "mette in luce le conoscenze degli Esposito che, se da un lato sono risultati strettamente collegati ad appartenenti della camorra, dall'altro sono altrettanto vicini a professionisti, noti imprenditori, personaggi famosi dello sport e dello spettacolo che non solo li hanno accolti nel loro giro esclusivo ma si sono dimostrati addirittura interessati a investire con essi in nuove realtà commerciali».

La vicenda dei rapporti tra gli Esposito e i calciatori del Napoli, nessuno dei quali coinvolto nell'inchiesta penale, era balzata agli onori della cronaca circa due settimane fa, quando la Dia di Napoli aveva emesso sei misure cautelari, tre delle quali coinvolgevano proprio Gabriele, Giuseppe e Francesco Esposito. Una indagine che faceva seguito agli arresti eseguiti nel giugno dello scorso anno, poi annullati del Riesame (provvedimento a suo volta annullato dalla Cassazione con un nuovo rinvio al Riesame).

Già nell'ordinanza di custodia cautelare di quell'indagine venivano stigmatizzati i legami tra Pepe Reina, e altri calciatori del Napoli, con ambienti camorristici, con fotografie che confermavano questi legami e riempivano i profili social.

Sono state deferite anche Napoli, Sassuolo e Palermo, le società dove hanno militato i tre calciatori e chiamate in causa per responsabilità oggettiva. L'inchiesta della Dia napoletana rivelava come il locale dei fratelli Esposito fosse stato utilizzato da Pepe Reina per la festa di addio al Napoli, dove tutta la squadra era presente con tanto di video messaggio di Paolo Cannavaro dalla Cina.

Lo stesso Cannavaro, - si legge nella nota della Figc - avrebbe provato a vendere un orologio prezioso di notevole valore (400mila dollari) ma dubbia provenienza, nella disponibilità del suocero Luigi Martino e avrebbe anche ottenuto dal Napoli due biglietti omaggio a favore di personaggi legati a clan camorristico Lo Russo.

In una telefonata del gennaio 2014, un tale Lello chiede al calciatore «biglietti omaggio per una partita del Napoli destinati a due soggetti legati al clan Lo Russo di Miano». L'uomo «manifestava la necessità di mantenere il massimo riserbo».  Come rilevano gli investigatori, «gli stessi nominativi corrispondono a nomi conosciuti a questo ufficio, poiché corrispondenti a soggetti notoriamente affiliati e/o attigui al clan camorristico Lo Russo».

Per quanto riguarda Reina, secondo l'accusa, il portiere oramai ex Napoli ha condiviso vacanze, scambio di cortesie (disponibilità d'uso di auto di grossa cilindrata di proprietà di Esposito Gabriele e agevolazioni all'accesso in zona riservata dello stadio San Paolo in occasione delle gare ufficiali). Deferito per le frequentazioni con i fratelli Esposito anche Salvatore Aronica. L'ex terzino di Palermo, Napoli e Crotone, ora allenatore, era finito nel mirino degli investigatori in seguito alle dichiarazioni di Luigi Bonaventura, ex boss della cosca crotonese Vrenna-Bonaventura.