lotta dura senza paura. Dopo il figurone nella scintillante serata di gala in Champions, la Roma dismette lo smoking e indossa la tuta da lavoro. Mostrando la necessaria umiltà che la gara e l'avversario (con un piede in B al fischio d'inizio) richiedono. Minimo risultato col massimo sforzo, considerando anche le fatiche di coppa. Ma anche terzo posto finalmente solitario, senza zavorra, e con un solo punto da conquistare nelle prossime due gare per ripresentarsi alle notti europee ancora da protagonisti. Avanti così.

7 DZEKO Il giardino dell'Edin spalanca le sue porte. A Cagliari va in scena una delle partite simbolo della stagione del bosniaco. Ammesso (e non concesso) che ce ne sia stata mezza in cui non ha recitato da protagonista. Sfavillante in Europa, lottatore in Italia. Bomber nelle partite sotto i grandi riflettori, gregario in quelle che altri prenderebbero sottogamba. Chiunque avrebbe mollato, dopo aver mostrato a tutto il continente le proprie gigantesche doti. Lui non si culla sugli allori, si carica ancora una volta la Roma sulle spalle e da leader vero la trascina alla vittoria più "sporca" e preziosa degli ultimi tempi. Riportando la squadra proprio dove l'ha già condotta: nella Champions. Quella coppa nel segno di Dzekoraggioso. Passando dal campionato nel segno di Dzekoncreto. Le fatiche non lo piegano: è lui che piega loro. Anche da parzialmente stremato.

6,5 ALISSON Una respinta d'istinto a sventare una deviazione amica nel primo tempo, una grande uscita su Sau nel finale. In una gara di sofferenza più emotiva che pratica, lui risponde presente e porta a casa l'ennesimo clean sheet. Che questa volta fa rima con Champions League.

6 PERES Quando devia un cross basso verso la porta che per poco non beffa Alisson, il pregiudizio che gli si è francobollato addosso fa partire le imprecazioni: ma senza quell'intervento la palla sarebbe arrivata all'avversario a porta vuota. Sostenere Peres è anche guardarlo senza preconcetti. E accorgersi che da Charkiv in poi sbaglia pochissimo.

6,5 CAPRADOSSI Manolas dà forfait a pochi minuti dall'inizio e Di Fra opta per lui. Debuttante assoluto in prima squadra ma ex Capitano della Primavera scudettata, entra senza tremolii e con la personalità del leader. Gli scontri con Pavoletti sono senza storie tese ed Elio ne esce con classe e coraggio. Leonedossi.

6,5 FAZIO L'esordiente accanto a lui gli fa sentire ulteriormente i gradi. Ma per comandare gli bastano sguardo e gesti, e mette a proprio agio anche il compagno di una sera. Guida.

6,5 KOLAROV In una sfida che si preannuncia battaglia ancora prima dell'inizio lui calza a pennello, anche solo per fisiognomica. In campo non delude, da terzino prima e centrale poi, ruolo in cui prima salva alla grande su un avversario lanciato a rete, poi commette uno svarione che per poco non fa la frittata. Andante con brio.

6,5 GONALONS Nella linea a due le incursioni da mezzala toccano a lui. Che non si fa pregare e pur senza acuti fa il suo. L'impegno però è Maxime.

7 DE ROSSI Capitan frangiflutti. Si piazza davanti alla difesa e qualsiasi cosa si aggiri da quelle parti viene bloccata, respinta, rintuzzata - di testa o piede - da lui. Baluardo.

6,5 ÜNDER Torna dall'inizio, vivace come sempre, e sfiora subito il vantaggio. Ma gli basta un quarto d'ora a sferrare il colpo da biliardo che ha ucciso - calcisticamente, chiaro - l'uomo Cragno. Nella ripresa si dedica anche alla copertura, facendo commuovere per dedizione diversi tifosi e forse anche il tecnico. Che lo cambia sì nel finale, ma soltanto per sopraggiunti limiti di stanchezza.

5,5 NAINGGOLAN Ex dal cuore d'oro, quando si trova di fronte al Cagliari si eclissa. Capita anche ai migliori e con tutto quello che offre in genere, si può anche perdonare.

6 GERSON La prima parte della sfida sulla sinistra concede più sofferenze che gioie. I suoi ritmi sincopati al centro trovano maggiori sbocchi. E in pieno recupero riesce anche a sventare un pericolo in piena area. A due facce.

5 FLORENZI Entra in campo nella ripresa e dopo pochi minuti un suo errore da matita blu fa involare Farias e salire i brividi. Per fortuna veglia San Kolarov. Anche su di lui.

5,5 SILVA Venti minuti, poche palle toccate, troppa imprecisione.

s.v. SCHICK 5' per far respirare la squadra.