Ancora lui. Di nuovo e sempre lui. Anche oggi contro l'Udinese. Per fortuna della Roma e di Mister Di Francesco. Che fa ruotare tutti o quasi. Ma Kolarov no. Mai. Insieme ad Alisson, unico presente in tutti i 450 minuti disputati fin qui fra campionato e Champions, al netto dei recuperi. Stakanovista vero. Perfino Dzeko, capocannoniere indiscusso e uomo dei record, è stato sostituito. Sia pure per uno scampolo di partita, nel finale della sfida di Champions con l'Atletico Madrid. Kolarov mai.

Di uno così non ci si può privare a cuor leggero, come ha confermato anche il tecnico giallorosso in conferenza stampa: «Credo sia giusto sfruttare quest'onda di entusiasmo e forza», ha ammesso in riferimento al suo impiego. E che la forza sia con l'esterno ex City non è un augurio alla Ian Solo, tantomeno un dubbio. Quanto invece una certezza dettata dai numeri, decisamente dalla sua parte: tre assist vincenti per Edin Dzeko, compagno che già conosce a meraviglia dai tempi della militanza comune a Manchester; due autoreti nate da due suoi spunti; un gol valso tre punti pesanti come macigni a Bergamo. Non solo. Allo stadio, o in giro per le strade di Roma, il mormorio è costante: «Gioca con la faccia». Mai slogan fu più appropriato. La forza del serbo è anche in quel cipiglio che non lo vede sorridere nemmeno per errore, un grifo che terrorizza gli avversari e corrobora i compagni di squadra. Affrancando nel contempo anche Strootman dall'e s clusiva.

Si dice che Kolarov giochi sempre per la forzata assenza di Emerson, suo alter ego nel ruolo di esterno basso mancino. Ed è senz'altro vero (almeno in parte, perché Juan Jesus e Moreno sono centrali di piede sinistro adattabili anche da terzini). Ma l'infortunio del brasiliano non basta a spiegare la sua costante presenza in campo. Pur avendo propiziato direttamente sei dei nove gol segnati finora dalla Roma, Aleksandar resta un difensore. Perfetto per la fascia, che sente propria come la strada di casa. All'occorrenza utilizzabile anche al centro del reparto, come Guardiola ha mostrato nell'ultima stagione. Non è escluso che con il rientro a tempo pieno di Emerson, quest'ultima possa rappresentare una soluzione interessante anche per Di Francesco. Il serbo ha senso della posizione, esperienza e piede anche per giostrare in una zona del campo più delicata, come quella che occupano gli ultimi due baluardi a difesa del portiere. Non è un caso che sia proprio Kolarov uno dei giocatori della Roma ad aver toccato il maggior numero di palloni fino a questo momento. Agisce da vero e proprio regista di fascia,permettendo al gioco di transitare spesso anche sul suo versante e al tempo stesso di dare spazio e respiro alla manovra centrale. Proprio come Cafu e Maicon all'apice delle rispettive carriere,tanto per citare due esterni di livello mondiale che hanno indossato la maglia giallorossa. Loro a destra, lui sul lato opposto. Tutti e tre armi improprie. Fortunatamente, a nostro favore.

No problem, tante soluzioni

Non solo Kolarov. Un altro volto duro della squadra è al rientro ed è facile ipotizzare che dopo aver saltato Benevento, oggi possa mostrarlo in campo dall'inizio. Si tratta di Radja Nainggolan, che al suo fianco a centrocampo dovrebbe ritrovare Strootman, anche lui tornato in campo (al Vigorito) ricaricato dopo un turno di riposo. Il dubbio riguarda il ruolo di regista,
nel quale Capitan De Rossi ha finalmente un'alternativa di livello elevato, che risponde al nome di Gonalons. L'ex Lione ha mostrato di saper dettare i tempi di gioco con acume tattico fuori dal comune. E pur mancando ancora della necessaria abitudine ai ritmi del campionato italiano, tecnica e grinta sono le doti che gli permettono di sopperire alle (rare) lacune.

Se a sinistra Kolarov è una certezza, a destra le soluzioni sono molteplici. Mai come in questa partita contro l'Udinese, esattamente al centro dei cinque impegni ravvicinati. Nelle due precedenti gare con Verona e Benevento, Di Francesco ha attinto a piene mani alla profondità della rosa a sua disposizione. Tutto lascia presagire che anche stavolta il tecnico possa cambiare diversi uomini. Ünder non ha convinto nell'ultimo impegno, Defrel lo immagina come alternativa a Dzeko, più che defilato sull'esterno, dove si sacrifica perla squadra ma arriva in zona-tiro stanco e poco lucido. Al contrario, Florenzi e Bruno Peres hanno dato sfoggio di grande condizione fisica nelle due goleade romaniste dell'ultimasettimana.Il jolly di Vitinia «può giocare ovunque», come ha ammesso lo stesso Di Francesco. Non è escluso che la catena di destra possa vederlo schierato alle spalle di Perotti, per una fascia tutta tecnica e velocità, con El Shaarawy sul versante opposto. I petali della rosa sono infiniti.