L'allenatore del Benevento De Zerbi, che Il Romanista ha intervistato alcuni giorni fa, ha parlato in conferenza stampa prima della sfida che vedrà la sua squadra opporsi alla Roma allo Stadio Olimpico.

De Zerbi, come si affronta la Roma?
Con umiltà, con l'idea che abbiamo. Difenderci organizzati e fare qualcosa in più del possibile. Abbiamo un disperato bisogno di punti, che valgono allo stesso modo con Roma, Crotone e Napoli. Dobbiamo fare punti con tutti, l'idea resta la stessa, la strategia si può cambiare, si deve cambiare per dare continuità alle parole. Bisogna cambiare tipologia di gara, mantenendo la voglia di giocare la palla. Cambiare anche uomini? Qualcuno forzato e qualcuno no, si cerca di sfruttare i buoni momenti fisici, ma tengo in considerazione tutti allo stesso modo.

L'assenza di Djimsiti fa cambiare qualcosa?
Qualcosa con lui perdiamo, ma confido di recuperarlo per la partita di domani. È chiaro che non puoi chiedere a tutti le stesse cose, bisogna partire dalle caratteristiche dei calciatori per poter fare alcune situazioni tattiche.

Come sta Diabaté?
Veniva da sei mesi di inattività, si allenava a parte, per costituzione fisica ha bisogno di più tempo. Spero di poterlo inserire per dare minutaggio. Tosca non giocava tantissimo nel Betis, il ruolo è più delicato. Necessita di più tempo per capire alcune cose.

Ha idee chiare sulle scelte in attacco?
Quando si va a stabilire una strategia di gara, si va a seconda delle caratteristiche di chi hai di fronte. Napoli e Roma sono superiori a noi come qualità, forza, impatto nel duello, conoscenza della categoria. La Roma è simile al Napoli come atteggiamento, nel nostro campionato è la squadra col baricentro più alto e sta nella metà campo avversaria maggiormente. Non siamo in grado di comandare la partita contro la Roma e magari non saremo mai nella metà campo avversaria, dobbiamo prendere atto.

L'assenza di Cataldi cambia qualcosa?
Vedremo che posizioni occuperemo, di numeri non mi piace parlare. Mi piace parlare più di posizioni libere da occupare, lì si fa la partita.

C'entra qualcosa anche la possibile assenza di De Rossi?
Non è tanto quello, ma è la capacità di leggere la situazione al momento e di assumere una posizione diversa, mantenendo gli stessi princìpi di gioco, possibilmente le stesse linee di passaggio, andando però a occupare spazi diversi. Se uno spazio è occupato, non posso starci pure, a meno che voglia annullarmi.

Sul morale.
Il campionato è ancora lungo, le possibilità di fare ancora tanti punti ci sono. Non bisogna pensare a quello che fanno gli altri, anche se conta perché stanno davanti. Noi dobbiamo fare, come ho detto altre volte, 2-3-4 vittorie consecutive, e non lo dico per autoconvincermi, ma a seconda di quelle che sono le partite. Solo così potremo coltivare il fatto di diminuire lo svantaggio di punti e avvicinarci. Ora bisogna andare a Roma a fare una grande partita, solo attraverso una grande partita potremo fare punti. Siamo obbligati a pensare di provarci, quantomeno, a vincere. Anche a Roma. Senza fare titoli, non abbiamo altre soluzioni di pensiero.

Sagna va in panchina?
Sì, di lui dico quello che ho detto di Sandro. È un onore allenarli, se entrano nelle argomentazioni tattiche, nello scambio di opinioni, a me fa piacere. Non ho paura di giocatori di personalità, li vorrei tutti così. Aiutano dove l'allenatore non può arrivare, è un miglioramento per tutti, per i giocatori che hanno la fortuna di giocare con questi campioni, e anche per me, è un miglioramento importante.

Sono stati fatti complimenti al Benevento, le fanno rabbia quando non corrispondono ai punti in classifica?
Vuol dire che la strada è giusta. Detto questo, se non abbiamo raccolto punti è perché non siamo andati oltre un certo punto. Abbiamo le qualità e le potenzialità, penso anche morali, per poter spingerci oltre. Dobbiamo farlo. I complimenti fanno piacere, ma non spostano di un millimetro. Siamo ultimi staccati di tantissimo, mi fanno piacere ma finiscono subito.

Oggi sarebbe stato il compleanno di Carmelo Imbriani.
Abbiamo giocato assieme qualche mese a Foggia, nel 2003-2004. Fallì la società, fu un anno abbstanza triste. Lo ricordo molto bene.