In due anni l'ex riserva degli Allievi della Roma Enrico Brignola è diventato uno dei migliori giovani del campionato italiano, in gol alla terza presenza in serie A, pur giocando nella squadra che ha il peggior attacco. Per il Benevento è un piccolo fiore all'occhiello: è cresciuto lì, quando il club giallorosso sannita era una solida realtà di Lega Pro e nulla più, la serie B un sogno, la serie A non contemplata, neppure dagli utopisti.

Non è facile per un club di Lega Pro trattenere i migliori talenti, e in effetti anche il Benevento rischiò di perdere quello che adesso si gioca alla pari il posto di centravanti con uno con ben altra esperienza come Massimo Coda, 11 anni in più, e 31 gol nelle ultime due stagioni (alla Salernitana). Capitò nel 2015, quando Brignola cambiò tonalità di giallorosso sbarcando a Trigoria: aveva segnato alla Roma sia all'andata che al ritorno nel campionato Allievi Regionali, venne per un provino, lo superò e si ritrovò a rinforzare il gruppo dei ‘99, che due anni prima aveva vinto lo scudetto Giovanissimi.

L'annata degli Allievi Nazionali finì in semifinale, contro l'Inter, Brignola era titolare, all'ala sinistra: a destra Antonucci, l'unico di quel gruppo che ha esordito con la squadra in cui è cresciuto. Segnò Marcucci su rigore, Brignola lo ritroverà all'Olimpico: il capitano di quella Roma sarà alla prima coi grandi, l'ultimo arrivato è diventato uno dei ‘99 più utilizzati in serie A. A fine stagione tornò a Benevento per fine prestito, lo scorso anno una presenza in B, l'andata l'ha saltata perché era in Primavera, da due mesi è fisso coi grandi. «Avevamo un accordo con Bruno Conti - ha dichiarato il responsabile del Settore giovanile Diego Palermo a Teleradiostereo - poi lui è stato sostituito e con la Roma non se ne fece più nulla: fortunatamente ora gioca da noi, sta facendo bene».