La risposta che ci si attendeva. Alle tante, troppe polemiche che hanno circondato questa squadra nelle ultime settimane. Come alla classifica, che vede la Roma ancora troppo lontana dalla vetta, per quel maledetto asterisco della gara di Genova rinviata.

Alisson 6
Non sporcherebbe nemmeno maglia e pantaloncini se non fosse per la pioggia battente. Sul finale Pazzini prova a beffarlo, ma la bandierina dell'assistente fa giustizia del giustiziere del passato (a chi tocca nse ‘ngrugna). Serata di ordinaria amministrazione. Meritato riposo.

Florenzi 7,5
Undici mesi senza impegni agonistici e non sentirli. Pronti via e si invola sulla corsia destra in duetto con Under, mettendo subito le cose in chiaro con i dirimpettai veronesi: su quel binario non c'è storia. All'ultimo minuto ha ancora la forza per spingere. Per il resto della partita va come se avesse voglia di divorarsi l'erba che non calca da troppo tempo. Schierato esterno basso, è terzino solo in teoria. Difende nelle rare occasioni in cui il Verona supera la metà campo. Ma più spesso è altissimo. Da una sua pregevole invenzione (dribbling e cross di sinistro) nasce il raddoppio siglato di testa da Dzeko. Motorino perpetuo.

Manolas 7
Il colosso greco si staglia sul prato inzuppato e sulle punte gialloblù con inaudita tracotanza. Il muso è duro come sempre, l'atteggiamento anche, come stesse ancora scivolando per togliere quel pallone dalla rete contro l'Atletico. Scivola (e rincorre e salta e si esalta marcando) anche di fronte all'Hellas. Quel nome gli deve evocare aria di casa. Torna a strappare applausi alla Sud. Ritrovato.

Fazio 6,5
Rientra titolare in una partita tutto sommato più agevole del previsto. Kean è un cliente scomodo, per il differente passo. Ma Federico non è tipo da farsi intimorire. Non ha bisogno di indossare la corazza, è lui stesso corazzato. Imposta come sempre. Comandante.

Kolarov 7
Non ha necessità di imbruttire, anche se in mancanza di Strootman dovrebbe fare per due. Invece controlla la sua fascia senza particolari sforzi, ma con la consueta qualità.

Pellegrini 7,5
Esordio da titolare in giallorosso. Sopra le righe. Senza timori. Accanto a lui c'è Capitan De Rossi, di lato Florenzi e dietro la Sud. Non può avere alcuna preoccupazione. È tornato a casa. E a suo agio mostra di sentirsi fin dalle primissime battute, quando sbuccia i guanti di Nicolas. Poi è una presenza costante: movimenti perfetti a coprire le scorribande del duo Florenzi-Under, tempi di inserimento esemplari in avanti.

De Rossi 6,5
Qualcuno invocava uno stop forzato per il Capitano, «ha giocato troppo» il leit motiv. Invece Daniele è lucidissimo. Anche se per una volta può permettersi di essere mediano più di governo che di lotta.

Nainggolan 7
Lo scambio a distanza di amorosi sensi con il mister sortisce un effetto più che benefico. Il Ninja segna un gol di rara bellezza. Irrobustisce il centrocampo e appoggia l'attacco, azzerando ogni altra residua parola sulla sua posizione in campo. L'uomo in più.

Ünder 6,5
Comincia forte il baby turco, entrando in area da destra e spaccando il palo con quello che in teoria non è il suo piede preferito, lui mancino naturale. Poi si limita a tenere il ruolo e coprire Florenzi che spesso si sovrappone avanti a lui. Dilig ente.

El Shaarawy 7
Ha il cliente più scomodo di tutto il Verona: Romulo. Lo affronta cercando il gol con insistenza, ma quando sui suoi piedi capita la grande occasione la spreca. In cambio è l'a u to re dell'assist per la rete che sblocca la par tita.

EDIN DZEKO 8
Alzi la mano chi non ha visto i fantasmi del passato in quei primi dieci minuti. Due grandi azioni personali, vanificate dalla sfortuna e somiglianti a due gol sbagliati. Ma Edin non è tipo che si abbatte. Il bosniaco è quello di sempre: gol e tanto lavoro per la squadra, di fino come di fisico. Prima avvia l'azione del vantaggio, rifinita da El Shaarawy e finalizzata da Nainggolan. Poi raddoppia con una frustata di testa sulla splendida invenzione di Florenzi. Infine chiude il match di destro. Ma potrebbe segnarne almeno altri due. Deve aver preso alla lettera i consigli di Di Francesco sul senso di sacrificio per la squadra. In diverse occasioni cerca il compagno più che la gloria personale. Nonostante tutto, in tre gare giocate ha timbrato tre volte. Per restare in media.