Sono durati poco più di un'ora i 2.100 biglietti del settore ospiti per Juventus-Roma, in programma questo sabato alle 20.45 a Torino. I tagliandi dello Juventus Stadium, ora chiamato Allianz Stadium in virtù dell'accordo di sponsorizzazione con la compagnia assicurativa, sono terminati poco dopo il via libera di Listicket, fissato alle 10 di ieri. Un sold-out ampiamente pronosticabile vista l'importanza della sfida e confermato dal continuo afflusso, nella serata di domenica, di tifosi che andavano a segnarsi sulle liste d'attesa. Hanno passato la notte in strada, in macchina o a casa, per ripresentarsi al sorgere del sole e poi farsi qualche ora in fila aspettando le 10. In tanti sono rimasti senza biglietto, a causa anche della scarsa disponibilità di posti offerta dalla società bianconera, nonostante i grandi numeri sempre garantiti dai giallorossi in trasferta.

Superiamo gli ostacoli

Il tutto esaurito di ieri era pronosticabile ma non scontato. Le condizioni che hanno dovuto accettare i tifosi romanisti per questa trasferta, infatti, erano tutto meno che favorevoli. In primis, il costo dei biglietti. Perché non c'è stadio nuovo e non c'è blasone che possa giustificare 45 euro per un settore ospiti. Una cifra a cui, ovviamente, va aggiunta la spesa per i trasporti e per una giornata lontano da casa.

Il prezzo dei biglietti delle trasferte è un tema, purtroppo, che in Italia non è ancora riuscito ad entrare nell'agenda dei tifosi e dei media sportivi. In Inghilterra, dove le organizzazioni di tifosi hanno raggiunto un grado di sviluppo ben più alto che da noi, è nata da qualche anno una campagna chiamata "Twenty's plenty". Significa "20 sterline sono abbastanza" e chiede che il prezzo dei biglietti del settore ospiti non superi mai questa cifra. E se 20 sterline sono abbastanza per una trasferta a Wembley o all'Old Trafford, figuriamoci 45 euro per andare allo Juventus Stadium.

Al cenone con le occhiaie

Macinare chilometri per la Roma è un piacere, superare gli ostacoli pure. Ma quando fissano una partita il 23 dicembre, peraltro la sera, c'è il rischio che per qualcuno gli ostacoli possano diventare insormontabili. Certo, c'è il fascino della trasferta di Natale, che è innegabile. Sabato sera a Torino le temperature rasenteranno lo zero e cantare il famoso coro sulle note di "Jingle Bells" allo Stadium sarà senz'altro un bel ricordo per tutti.

Ma come torneranno i romanisti da Torino? Le opzioni sono due. Si imbarcheranno in macchina o in treno dopo la partita, oppure resteranno in città per avviarsi il giorno dopo. Nel primo caso arriveranno a Roma all'alba della vigilia di Natale, con una notte sulle spalle e le incombenze del Natale da affrontare. Nel secondo caso si metteranno in fila sull'A1 assieme a tutti i pendolari che tornano a casa oppure strapagheranno un biglietto del treno per tornare nella Capitale. Biglietti che, nel pomeriggio di ieri (cioè del giorno in cui sono stati venduti), costano dai 100 ai 200 euro. Prevedibile. Ma per la Roma si fa tutto e questo non si discute. Soprattutto se sei giovane, se hai le disponibilità economiche e se non hai famiglia. Se hai dei figli, se il giorno dopo devi dare dei regali, se hai un pranzo o una cena alla vigilia, forse, qualche problema te loponi. Non se l'è posto chi, in Lega Calcio, ha pensato bene di fissare la partita il 23 dicembre alle 20.45. Ma che i tifosi siano solo un elemento secondario per chi governa il calcio italiano non è mai stato un mistero.