Il centrocampista della Roma Daniele De Rossi ha parlato dopo la vittoria per 1-0 contro il Cagliari. Queste le sue parole:

A MEDIASET

Partiamo dai tre punti, sono importantissimi… 

Sì, ho guardato la classifica dicendo: vinciamo e siamo sempre quarti o quinti. Sarebbero stati due punti persi, siamo felici, quando le vittorie vengono così anche sofferte danno qualcosa di più dal punto di vista emotivo.

Che succede là davanti? 

E' il modo sbagliato per iniziare la frase, non è così. Dipende da come li supporti gli attaccanti, da tante cose. A Verona abbiamo avuto occasioni nette, anche oggi avremmo meritato il gol ed abbiamo avuto il rigore, che poi abbiamo fallito. Non è da tutti riprendere a giocare e macinare gioco, 63% di possesso palla. Abbiamo giocatori fortissimi, i gol arriveranno.

L'Inter ha perso… 

Speriamo che perdano punti le squadre che sono avanti. Il campionato italiano è così, davanti c'è un equilibrio importante, siamo tutti lì, se vinciamo il recupero siamo ad un punto dal Napoli. Vincere oggi era molto importante per noi.

Il Cagliari vi ha concesso poco… 

Noi giochiamo contro squadre che ci aspettano, la differenza la fa l'organizzazione della squadra. Pavoletti e Joao Pedro sono forti fisicamente, li abbiamo visti giocare con l'Inter ed hanno creato occasioni importanti, che noi non gli abbiamo concesso. Sono partite difficili, se segni il rigore cambia tutto. Meglio averlo sbagliato oggi, perché abbiamo un rigorista quasi imbattibile, è la nostra arma in più. Io sono in lista dopo Diego, finché lui se la sentirà, è davanti a tutti quanti, ci ha dimostrato di essere quasi imparabile. Il suo modo di calciare porta i portieri a studiarlo.

E' il momento migliore per affrontare la Juventus? 

La Juventus è la maestra di mentalità, non parti mai avvantaggiato, semmai in pareggio. La Juventus ha dimostrato di vincerne tante di partite così, era una delle loro armi. Napoli, con il gol di Zaza e tanti derby e molte altre le portavano a casa così. Ce lo eravamo detti che dovevamo essere equilibrati.

Voi scudetto e Juventus Champions?

Io firmerei subito. Credo che sia l'ultimo anno di Buffon, sarebbe bello che finisse così. Finché siamo in Champions non tifo Juventus. Se mi dessero un foglio con scritto Roma campione d'Italia e Juventus vincitrice della Champions League firmerei subito.

Che pensi del fatto che l'Italia non ha ancora un allenatore?

Sfortunatamente non abbiamo impegni determinanti per un po' di tempo, non c'è fretta di prendere una decisione, ci si può pensare qualche tempo di più. La Federazione sta valutando tante ipotesi, è stata una bella mazzata, dovrà ripartire da un nome e da una squadra importante, ci vuole pazienza. Se facciamo un discorso qualitativo dobbiamo renderci contro che le altre squadre hanno qualcosa in più, ma ripartire da un grande allenatore sarebbe importante.

A SKY SPORT

In serate come questo è giusto celebrare aspetti caratteriali o concentrarsi su ciò che non ha funzionato?

Penso entrambe le cose. Con tutte e due le cose all'attivo vinci le partite, con la nostra qualità, in maniera molto più facile. Se non hai una delle due ma l'altra ti sostiene, non sempre ma ogni tanto porti a casa dei punti fondamentali. Le piccole si chiudono e le grandi devono trovare una soluzione.

Queste partite hanno detto che vi manca qualcosa?

Forse abbiamo creato un pochino meno, ma non è facile perché le squadre sono organizzate, i video li vedono tutti. Una volta trovavi le squadre che si difendevano e buttavano di punta la palla in tribuna. Loro sono organizzati e hanno attaccanti fisici, hanno tenuto palla anche se alla fine abbiamo fatto il 65%. Dobbiamo riempire il più possibile l'area.

Come hai fatto ad avere la lucidità di esultare in lingua spagnola con Fazio dopo il gol? 

Non le dico le parolacce, ora c'è la VAR devo fare attenzione anche alle parolacce. Ho fatto il linguistico, insegna tanto e Fazio insegna ancora di più. E' un onore giocarci, è un ragazzo molto positivo.

L'evoluzione della Roma: create meno ma non concedete nulla… 

Abbiamo sempre detto che la grande forza di una squadra in Italia è la difesa. Squadre come noi la Juve e il Napoli, se non prendono un gol, uno o più gol rischiano di farli. Il calcio in Italia è tanto in base alla fase difensiva e quest'anno la stiamo lavorando, ci stiamo rendendo conto di come andrebbe sempre fatta. Tomei ogni giorno ci perde le ore, ma anche il mister e i giocatori. Juan Jesus e Manolas, che era uno che andava prima a destra e poi a sinistra ma poi recuperava, quest'anno lo vedo cambiato, più attento a non sbagliare posizione e sono contento perché lui può essere fondamentale.

E' un lavoro che non si faceva in passato?

Non ho detto questo, l'inter ha l'allenatore che avevamo noi e a parte oggi anche loro stanno facendo grandi cose a livello difensivo. Ci siamo resi conto anche noi che abbiamo lavorato un pochino meno bene in passato, abbiamo fatto danni incalcolabili in maniera disordinata. La fase per ripartire è muoversi tutti insieme, con i centrocampisti e gli attaccanti che ti danno una mano.

Siete un gruppo più normale e convinto. Non ti chiedo proclami, ma in termini di consapevolezza avete raggiunto un livello diverso rispetto al passato? 

Sì, ma è frutto della maturazione di alcuni giocatori. Un conto è avere un giocatore a 24 anni, un conto a 26. Ci si cala in questa realtà. Oggi l'abbiamo vinta con forza, voglia e determinazione, che contano sempre. E' un gruppo che si sta rendendo solido anche al di fuori dei 90 minuti, lavoriamo insieme e tanti.

Com'è l'attesa del verdetto del Var? 

Meglio questa volta che l'ultima (ride, ndr). Abbiamo visto che controllava il Var, non capivamo i loro giocatori che protestavano. Quei 20-30 secondi durano un eternità.

Il nervosismo finale? 

Credo si siano detti qualcosa con quelli della panchina, io ero di là ad esultare in spagnolo. Ho visto che stavano discutendo, Alessandro diceva che gli avevano detto qualcosa. Non è la prima volta, con questo Var/non Var succede che ci si lascia trasportare