Cogito Ergo Sud

Forse non lo sai ma pure questo è amore

Ferraris e Cordova da loro, l'abbraccio Nela-Di Canio, i gol alla Roma di Amadei e Pruzzo. Ago. Il contegno di De Rossi. Non parlate se non sapete quando vi strappano un cuore che batte solo per qualcuno

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Tonino Cagnucci
11 Marzo 2026 - 06:00

La doppia non esultanza di De Rossi ai gol che hanno valso la salvezza al Genoa, la metterei tra i grandi gesti romanisti della storia. Tipo Pruzzo che si toglie la maglia in Roma-Juve 86, il primo bacio dato alla maglia che fu di Boniek sempre in quel campionato, o tipo un qualsiasi fotogramma in 20 anni di… Daniele De Rossi alla Roma. Alla mia nipotina un giorno dirò: «Lo sai che c’è stato uno che ha giocato 616 volte con la Roma, per cui ha sempre tifato, dando tutto, rinnovando quando era aa scadenza, rifiutando il City di Mancini, schierandosi contro maiali col microfono, derby non giocati, tessere del tifoso, chiedendo quella del poliziotto, non rinnegando mai la sua fede, né in campo, né in conferenza, né da calciatore, né da allenatore, né in Nazionale, né in Argentina, né a Genova, né in “borghese”, né quando in tanti “in giro” lo chiamavano Capitan Ceres, mentre lui in diretta tv raccontava di essere orgoglioso d’essere romanista  anche dopo un 7-1. E che pure è stato cacciato da casa sua». 

A questo punto la nipotina mi interromperebbe chiedendomi se è vero: «Sì, non una ma due volte. La prima con un tweet e con una conferenza in cui si spiegava che la Roma era un’azienda, la seconda  peggio, dopo che era corso via, uscendo dal campo di Marassi, lasciando la Roma in vantaggio». Volevo fare un elenco degli ex dal 1927 che sono stati moolto ex, molto più di De Rossi, però sto vedendo che mi sembra assurdo dire qualcosa di più della carta d’identità, della carriera, degli occhi di Daniele per la Roma. Lascio perdere Ferraris IV che andò alla Lazio, come Cordova, per ripicca;  Amadei che ha giocato 10 volte contro la Roma segnandoci due volte , ricordando che la frase “io non accoltello mia madre” era riferita a quando e se la Roma stava in difficoltà (infatti non giocò contro di noi nel 50/51); lascio perdere l’abbraccio di Di Canio a Nela dopo il gol del Napoli a noi,  l’esultanza di Pruzzo che ci ha buttato fuori dall’Europa, Graziani che con l’Udinese ci leva nell’87 il sogno Scudetto e la sua rissa nell’85 con Di Bartolomei.  

Ecco questo non lo lascio perdere. Detto che io non sono contento per niente per De Rossi (perché una sconfitta col Genoa di De Rossi per me vale qualsiasi altra della Roma) se avete da ridire sul niente che ha fatto  – a parte l’enorme contegno e rispetto avuti - per favore non parlate più di Agostino che quando ci segnò esultò per rabbia sotto la Sud milanista e che al ritorno si prese i vaffanculo di trequarti di stadio. Perché allora sì per voi è solo retorica e moda. Non parlate se non sapete che vuol dire quando vi strappano via il cuore che batte solo per quella squadra, quella persona, quell’amore al di là di tutte le contraddizioni, i pettegolezzi, le invidie, i messaggi radio e social che dicono il contrario. Forse non lo sapete, ma pure quello è amore.

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