In 200 giorni metamorfosi dell’attacco
Alla prima di Gasperini tridente Soulé-Elsha-Ferguson, ora il reparto ha un altro volto
(GETTY IMAGES)
Duecento giorni esatti: tanto è passato dal debutto ufficiale di Gian Piero Gasperini sulla panchina della Roma, il 23 agosto scorso. La sua avventura iniziò con una vittoria per 1-0 sul Bologna, proprio l’avversario che i giallorossi affronteranno domani nell’andata degli ottavi di Europa League. Ma da quel successo firmato Wesley (anch’egli al debutto) molte cose sono cambiate: una di queste è sicuramente l’attacco romanista. Alla fine dell’estate, immaginare un tridente composto da Venturino, Pellegrini e Malen era un esercizio di pura fantascienza; innanzitutto perché Lorenzo sembrava totalmente fuori dal progetto e pronto a fare le valigie, mentre gli altri due vestivano proprio maglie diverse, e sono arrivati soltanto nel mercato di gennaio.
Quel giorno, all’Olimpico, Gasperini optò per Soulé ed El Shaarawy sulla trequarti, con Ferguson punta centrale: salvo sorprese che avrebbero del clamoroso, nessuno di loro potrà essere titolare domani al Dall’Ara; di certo non Ferguson, fermo per il ben noto problema alla caviglia, il Faraone è appena tornato tra i convocati dopo il problema al tendine d’Achille e Mati sta cercando di lasciarsi alle spalle la pubalgia che l’ha costretto a saltare le ultime gare. E non ci saranno neppure i due giocatori che il 23 agosto scorso subentrarono nella ripresa, vale a dire Paulo Dybala e Artem Dovbyk: per la “Joya” l’avventura in giallorosso sembra essere ormai conclusa dopo l’intervento al menisco, mentre l’ucraino prosegue il suo percorso di recupero, ma ne avrà ancora per un bel po’. Ha salutato invece Tommaso Baldanzi, rimasto in panchina in quella prima di campionato, ma comunque a disposizione di Gasperini.
Donyell e gli altri
Che il tecnico non fosse del tutto soddisfatto del reparto offensivo era chiaro fin dall’inizio del ritiro: l’ingaggio di Bailey, inizialmente salutato con entusiasmo, non ha prodotto gli effetti sperati, anzi, il giamaicano è stato rispedito al mittente nel giro di quattro mesi. Reintegrato Pellegrini, testati (con scarsi risultati) Ferguson e Dovbyk, viste le condizioni precarie di Dybala ed El Shaarawy, Soulé non poteva certo portare su di sé il peso dell’intero attacco. Tanto più che lui stesso ha avuto problemi fisici. Si è corsi dunque ai ripari, portando a Roma Donyell Malen, il principale rrsponsabile della metamorfosi dell’attacco giallorosso: l’olandese si è subito integrato alla perfezione, come testimoniano i 6 gol nelle prime 8 presenze. È lui il profilo esperto e di caratura internazionale, al quale sono state affiancate due giovani promesse come Robinio Vaz e Venturino (che ha idealmente sostituito Baldanzi), mentre Zaragoza ha preso il posto di Bailey.
Un po’ per scelta, un po’ per necessità viste le tante assenze, i quattro nuovi acquisti di gennaio hanno collezionato già più minuti di quanti ne abbiano disputati Dovbyk e Bailey messi insieme: 1.004’ a fronte dei 942. Un dato che colpisce, se si tiene conto che Malen, Vaz, Venturino e Zaragoza sono arrivati da neppure due mesi. Donyell a parte, sono sicuramente calciatori da far crescere, ma il duro lavoro con i giovani non ha mai spaventato Gasperini. Anche se si tratta di stravolgere un intero reparto nel giro di 200 giorni.
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