Dopo l'incontro andato in scena ieri tra il vice presidente giallorosso Mauro Baldissoni e il sindaco di Fiumicino Esterino Montino, quest'ultimo ha voluto commentare ai microfoni di Radio Radio le ultime notizie sul futuro dello Stadio della Roma. Queste alcune delle sue parole:

"E' il quarto incontro che facciamo con la Roma per fare le verifiche. Io ho detto che a Fiumicino i problemi sono inferiori rispetto a Roma. Parliamo di un'area di 400 ettari destinati al piano regolatore per lo sviluppo. Meglio una struttura del genere rispetto a capannoni che potrebbero restare vuoti. E' possibile edificare senza prevedere altra cubatura che può ledere ad aree agricole o vincolate. La Roma è partita dal fatto che il rapporto col Campidoglio è complicato e ci si sta preparando a un piano B. Se dovesse andare male stanno verificando la fattibilità di questo piano B".

I terreni dovranno essere acquistati dai proponenti? I terreni dell'Ippodromo di Tor di Valle avevano una destinazione sportiva e si è beneficiato della legge sugli stadi. E' così anche per i vostri?
"La destinazione d'uso dei terreni è centro logistico, commerciale e attività sportive. E' ad hoc per lo stadio. Era un'area pensata al cargo aeroportuale. Sono 400 ettari con questo tipo di destinazione. Per il progetto ne servono 50. La Roma può scegliere. Ci sono una ventina di proprietari in questi 400 ettari, una volta scelta l'area si passerà eventualmente a una trattativa tra la Roma e il proprietario. Abbiamo piccoli residui pubblici in questo comparto, ma quelli non risolvono il problema".

Servirà una variante urbanistica?
"Servirà una variante di destinazione. Parlando di un progetto con meno cubatura rispetto a quella prevista, si dovrà fare una variante di destinazione in diminuzione. Non si muta ciò che si deve fare, ma si potrebbero cambiare i metri cubi".

Sarebbe esclusivamente un impianto sportivo senza business park?
"Un vero masterplan ce lo presenteranno se il Campidoglio dovesse continuare a bloccare l'opera".

In che modo Baldissoni si approccia a voi? Le ha fatto capire che con il Campidoglio si fa difficile?
"Mi sembrano sfiduciati. Capiscono la complessità. Non penso che diano per persa la questione romana definitivamente e anche io ci vado cauto. Ripeto che noi possiamo sbloccare la situazione. Se loro lo fanno per mettere pressione al Campidoglio non mi strapperò le vesti".

Caltagirone ha proprietà nel terreno?
"Non ne ha. Alcuni dei proprietari sono agricoltori, altri pastori".

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Quinto incontro in agenda?
"A settembre avremo occasione di proseguire la discussione".