In una giornata in cui tutto sembrava (e sottolineiamo la forma dubitativa) andare per il verso storto, alla fine invece è arrivata la notizia che potrebbe raddrizzare gli umori di una base (quella grillina in Campidoglio) in qualche modo in subbuglio. Parliamo ovviamente delle sorti dello Stadio della Roma, che ieri a un certo punto pareva messo nuovamente in discussione dal voto, inutile e ininfluente, di una commissione di un Municipio. Ma ci verremo. Perché invece dobbiamo partire dalla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Roma nei confronti di Daniele Frongia nell'ambito dell'inchiesta Rinascimento. Una notizia attesa da giorni, in particolare dalla sindaca, anche per mettere a tacere l'opposizione interna che stava trovando coraggio in queste ore.

Non a caso proprio mentre la prima cittadina si trovava a Doha per un viaggio istituzionale, nel Municipio IX di Roma, la commissione urbanistica votava la mozione Grancio-Fassina che chiede il ritiro della delibera di pubblico interesse. Detto che la proposta dei due consiglieri di opposizione non trova particolare supporto nelle regole stesse del nostro Paese (infatti l'autotutela presentata come base della delibera va esercitata entro 18 mesi dall'approvazione della delibera, che risale al giugno del 2017), e quindi rischia di essere inefficace e impugnabile, anche se venisse approvata, va chiarito come l'unico voto che conti realmente è quello del Consiglio Comunale. Non quello del Consiglio di un Municipio, men che mai quello di una commissione.

È stato però un segnale di una maggioranza che rischiava di compromettere la propria unità, dopo anche le parole di Roberta Lombardi del giorno prima. Un'ala del Movimento, quella più distante dalla sindaca, stava approfittando della confusione degli ultimi giorni per una resa dei conti interna fatta sulla pelle della Roma e di Roma. Al punto che non è stato un caso che sempre ieri altre importanti voci istituzionali si siano levate a favore dello stadio. Come quella del Presidente del Coni, Giovanni Malagò: «Non è possibile che ogni volta ci sia un'Italia spaccata. Perché non possiamo rischiare quando c'è gente che investe e deve aspettare 10 anni per vedere realizzato uno stadio», ha detto Malagò a margine del Convegno Nazionale dei Medici Sportivi. «Per lo Stadio della Roma sono ottimista di natura. Sono sempre stato a favore perché non è giusto che dopo tanti anni e dopo tanti investimenti si debba fermare. Se non c'è una casa, una famiglia non la puoi mai rafforzare». Parole che sono servite a dare forza a una posizione, quella del club, che non si è mai spostata di un millimetro, sempre convinto delle proprie ragioni e di un diritto ormai pienamente acquisito.

Quindi completa fiducia nelle istituzioni, anche se il fastidio per tutti questi contrattempi cominciava ad essere evidente. Poi per fortuna l'archiviazione di Frongia, che ha subito ringraziato la Procura e non solo: «Ringrazio la Procura», ha scritto su Facebook l'assessore. «Non ho mai tenuto comportamenti illegali né scorretti. Non ho mai chiesto, fatto o ricevuto favori. Infine ringrazio Luigi Di Maio, Virginia Raggi e tutto il MoVimento 5 Stelle per avermi sostenuto in questi giorni». E il ringraziamento a Di Maio e alla Raggi non è affatto casuale. I due attendevano questa notizia proprio per riprendere il percorso interrotto. C'è la volontà di portare a casa il progetto stadio e utilizzarlo per recuperare consensi in vista delle prossime elezioni europee. E infatti proprio la sindaca ha deciso di rompere il proprio silenzio (durato per quasi tre giorni) commentando proprio l'assoluzione di Frongia: «Buona notizia. Sono certa che l'assessore Frongia continuerà a svolgere con rinnovato impegno la sua attività. Ringrazio la Procura di Roma per il lavoro che sta svolgendo». Come a dire che finalmente possiamo ripartire. Ed è quello che aspetta ormai tutta la città.