Alla fine ci ha pensato direttamente il presidente James Pallotta a rompere gli indugi e uscire allo scoperto sul fronte stadio. Lo ha fatto in una giornata particolare, quella in cui ricorreva l'anniversario dei cinque anni dalla presentazione del plastico dello stadio alla sala della Protomoteca del Campidoglio. E lo ha fatto inviando una email a TeleRadioStereo che da ore stava raccogliendo i messaggi degli ascoltatori sul tema.

"Vi ringrazio per quello che avete fatto - ha scritto - con le email che vi sono pervenute in radio per quanto riguarda la questione stadio. Non ne ho mai letto tante in vita mia. I tifosi vogliono lo stadio per loro e per stare più vicino alla squadra. Vogliamo iniziare i lavori entro il 2019 e dare alla Roma lo stadio che merita". Parole che non hanno nascosto il piacere del massimo dirigente del club per l'affetto che sta arrivando alla società in un momento in cui invece il clima sembra essere se non negativo, quanto meno sempre meno positivo. Perché le posizioni di irrigidimento da parte dell'amministrazione capitolina di queste ore certo non stanno facendo piacere dalle parti di Trigoria.

Prima le dichiarazioni della Raggi a La7 e la questione sulla due diligence sulle carte dello stadio, una secondo verifica, ipotesi mai smentita né confermata dallo staff della sindaca, che invece sembra essersi in qualche modo eclissata. Un raffreddamento dei rapporti che non piace e che è testimoniato dalla visita della prima cittadina a Doha, proprio nelle stesse ore in cui una delegazione della Roma si trova in Qatar. Una visita commentata, questa volta ufficialmente (quindi l'ufficio stampa della sindaca ancora funziona), con una nota: "La missione istituzionale in Qatar della Sindaca di Roma Virginia Raggi è finalizzata esclusivamente alla definizione e al rafforzamento di rapporti di collaborazione in ambito culturale - ha scritto il Campidoglio - Durante il viaggio non è previsto alcun incontro della prima cittadina con i dirigenti dell'A.S. Roma. Si precisa, inoltre, che la Sindaca incontra i referenti del progetto dello stadio a Tor di Valle esclusivamente nelle sedi istituzionali proprio per evitare qualsiasi tipo di interpretazione". Niente di istituzionalmente scorretto o falso. Ma certo un comunicato con un tono non proprio caldo, che anzi non cela quantomeno una maggiore accortezza della sindaca verso i proponenti, in controtendenza con quanto invece fatto negli ultimi mesi. Anche se dalla Roma continua a filtrare ottimismo, consapevole della propria forza e dell'impossibilità che dal Comune si voglia fare un inspiegabile dietrofront.

Le parole di Pallotta non solo danno un messaggio di speranza ai tifosi, ma rafforzano pubblicamente una posizione che la Roma ha sempre tenuto: lo stadio è un diritto e la pazienza comincia ad esaurirsi. Il termine, già scandito più volte dal vice presidente esecutivo Mauro Baldissoni, dell'anno in corso per la posa della prima pietra non è una semplice speranza, quanto piuttosto una sorta di velato ultimatum. Che ne comporta un secondo a più breve termine. Infatti per pensare di iniziare la costruzione dell'impianto quest'anno, va sbloccato quanto prima l'iter amministrativo che non si smuove ormai dal giugno dello scorso anno. Dopo mesi di lavoro, con anche la verifica del Politecnico di Torino, che ha certificato la bontà del lavoro di progettazione prodotto dal club e dai proponenti, con soprattutto le parole del PM Paolo Ielo che ha più volte ribadito come nessuna inchiesta della Procura coinvolga in alcun modo lo stadio, ci si aspetta che si riprenda da dove ci si era fermati. E quindi dalla Variante al Piano Regolatore Generale e dalla Convenzione Urbanistica.

I due documenti, insieme al Verbale di Determina della Conferenza dei Servizi, devono arrivare al voto dell'Assemblea di Roma Capitale quanto prima, entro le elezioni europee del prossimo 26 maggio, meglio se entro aprile. Il club ha prodotto in questo senso il massimo sforzo, progettuale ed economico. Pallotta ha anche trovato un accordo coi vertici di Eurnova per l'acquisizione del progetto e dei terreni di Tor di Valle, per evitare ogni possibile imbarazzo al Comune. Lavoro che costerà al presidente giallorosso una cifra non distante dai 100 milioni di euro, cui vanno aggiunti gli oltre 70 già spesi, un investimento che precederà quello finale per la realizzazione dell'opera di circa un miliardo di euro. E per questo sembra non si escluda la possibilità di alzare i toni consci anche della possibilità di inchiodare questa amministrazione a una causa risarcitoria milionaria. Eventualità per ora esclusa. Ma, la pazienza comincia ad esaurirsi.