Roma Primavera, eleganza e sacrificio col nuovo corso Scala
Le idee del tecnico già si vedono, ma bisogna settarsi: «Serve più attenzione». Col Monza un 3-2 fatto di gioco propositivo e un calo di intensità
(GETTY IMAGES)
Rischiava di ripetersi l’ultima dello scorso campionato. Nulla di tutto ciò, per la Roma Primavera. O quasi. Eleganza da una parte, sacrificio dall’altra: perché se è vero che per i primi 40’-45’ i giallorossi si sono calati alla perfezione nell’ideale calcistico del nuovo tecnico Mattia Scala, è pur sempre evidente il calo drastico accusato a partire dalla prima rete del Monza. Vuoi per il terribile caldo buttato dal sole sul Tre Fontane, vuoi per l’alta intensità della prima frazione. Però la vittoria è arrivata: 3-2. Certo, non senza soffrire. I tre punti restano la cosa davvero importante. Almeno per ora.
Partenza sprint
Guidi aveva lasciato col 3-4-2-1 e numerosi rimpianti. Ecco, l’arrivo del nuovo tecnico non porta i secondi, pure se il modulo è lo stesso. In campo qualche esordiente, dicasi Loreti e Paul (rispettivamente, esterno destro 2008 e centrale 2009), poi Kilvinger tra i pali e i “veterani”: da capitan Di Nunzio a Nardin e Terlizzi, fino ad Arena a guidare l’attacco. Il risultato è un super avvio, con tre gol nei primi 34 minuti di gioco. Senza freni. Apre proprio Paul, chiude Di Nunzio; nel mezzo, Cama. Una coralità ritrovata tra i giallorossi. Fino a quella che sembrava preannunciarsi come una storia già vista.
«Più concentrazione»
Il tap-in di Scifo, il timbro di Scaramelli, le vistose difficoltà. Il salvataggio di Nardin. E, alla fine, stremati, la gioia. Ma è quest’ultima la fotografia della prima di Scala in panchina, deciso nel finale a gettare nella mischia profili robusti (Basile e Panico, oltre a Forni) per rimettere ordine. «La squadra ha retto fisicamente; dobbiamo migliorare dal punto di vista mentale, serve più attenzione», l’eco dell’allenatore ex U18. Ci sarà tempo per migliorare e sarà fondamentale, dovendo affrontare pure la Youth League, farlo. Magari, sfoggiando qualche arma in più: Camara, Corredera e Falcetta (subentrato sabato scorso) su tutti. E in attesa dei reduci dai Giochi del Mediterraneo: Guaglianone, Giammattei, Dattilo e il nuovo arrivato Ballarin. La regola è prendere quanto di buono fatto e riproporlo, con ancora più convinzione, già dalla prossima. L’appuntamento è domenica alle 11, in casa dell’Atalanta.
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