Ormai è una classica, Inter-Roma in semifinale scudetto: lo scorso anno la Roma uscì nel playoff contro la Juventus, saltando la sfida contro Zaniolo, altrimenti quella di oggi a Sassuolo (ore 18, diretta su SportItalia, sia in tv che in streaming) sarebbe stata la quarta semifinale consecutiva tra giallorossi e nerazzurri, peraltro tutte dalle stesse parti, visto che le altre due sono state giocate al Mapei Stadium. La prima la vinse la Roma, ai rigori: la stella dei giallorossi era Tumminello, che fece un gol per tempo, venne sostituito al 77', e al 120', rientrò in campo dalla panchina e contestò l'arbitro con tanta veemenza da prendersi sei giornate di squalifica (con la Roma che non fece neppure ricorso, escludendolo per punizione anche dal ritiro della prima squadra). Era il più forte di quella Primavera, non il più costoso: con lui in attacco c'era anche Ezequiel Ponce, il giocatore più giovane ad aver segnato nella serie A argentina, preso per la prima squadra che però non lo utilizzò mai. Quest'anno ha segnato 16 gol nella serie A greca con l'Aek Atene, a cui ha dato addio proprio ieri: arrivato nel 2015, il costo del suo cartellino è stato quasi totalmente ammortizzato, per cui garantirà alla Roma una plusvalenza che farà comodo. Intanto, quell'anno, ha regalato alla Roma lo scudetto, segnando in tutte e tre le partite della fase finale: contro l'Inter lo fece al 4' del secondo tempo supplementare, dopo che Manaj - che giocò quelle finali dopo aver fatto 23 presenze in C con la Cremonese, e 4 in serie A - aveva colpito nel momento caldo. Due gol al 91' per l'albanese, ora all'Albacete: segnò al primo di recupero del secondo tempo, e al primo del primo tempo supplementare, dopo il pareggio di Ponce si andrò ai rigori, e poi a oltranza, Machin segnò il suo, Crisanto parò quello di Baldini, e promosse la Roma. Dal 9-8 ai rigori all'1-0 dell'anno dopo: tutti aspettavano il predestinato Pinamonti, che l'Inter controllava praticamente dai pulcini, segnò quello che giocava alle sue spalle, il belga Emmers, centrocampista di corsa schierato trequartista, ed eliminò i giallorossi. In entrambi i casi, chi vinse quella semifinale poi si portò a casa lo scudetto: tra le due gare ci fu anche una Supercoppa, che la Roma vinse in modo trionfale, 4-0 all'Olimpico, rigore di Marchizza, gol finale di Keba, in mezzo una doppietta del solito Tumminello.

Gli sfidanti

In panchina, nelle tre sfide, c'erano Stefano Vecchi e Alberto De Rossi: il secondo è al suo posto dal 2003, il primo, approdato all'Inter Primavera dopo aver allenato anche in B (a Carpi), ha lasciato in estate, dopo aver vinto tutto quello che c'era da vincere tra i giovani, ed è andato al Venezia, in serie B (dove però è stato esonerato a ottobre). Quest'anno il suo posto è stato preso da Armando Madonna, ex centrocampista di Atalanta, Piacenza, Lazio e Alzano Virescit, dove ha anche iniziato ad allenare: nel suo curriculum da tecnico tanta B (Albinoleffe, Piacenza e Livorno), poi Lega Pro (Portogruaro e Albinoleffe) e serie D (tre campionati con la Virtus Bergamo). Alberto De Rossi, a parte gli inizi con la Tor Tre Teste, ha fatto tutta la carriera a Trigoria, dove è arrivato a metà Anni 90: differenze simili ci sono nella scelta dei giocatori, tenendo conto che nell'undici iniziale che dovrebbe schierare la Roma oggi, a parte i due stranieri Bianda e Celar, tutti gli altri giocano in giallorosso quantomeno dai Giovanissimi. Politiche diverse, risultati simili: 9 scudetti vinti dall'Inter, tra cui gli ultimi due, 8 dalla Roma, l'ultimo nel 2016. Se i giallorossi vincessero le prossime due, sarebbe parità assoluta.