La Primavera butta tutto all'aria: Seck segna, Almaviva spreca e l'Atalanta rimonta
I giallorossi passano avanti col difensore, salvo accusare un calo e subire il pari al 45'. Alla ripresa, l'11 sbaglia il rigore e Camara sigla il 2-1. Non è più vetta
(GETTY IMAGES)
Tutto all’aria. Dalla bella prova dei primi (circa) 35 minuti, con gol di Seck, alla rimonta bergamasca: la Roma Primavera cade 2-1 al Campo Sportivo Bortolotti contro l’Atalanta, nella sfida della 32ª giornata di campionato. Dopo un rigore di Almaviva neutralizzato da Anelli e un calo vistoso che si contrappone a quanto di buono offerto per gran parte della prima frazione. Sono Baldo e Camara a siglare la rimonta. E a togliere il primo posto in classifica ai ragazzi di Guidi.
Messa da parte la sosta, si riparte dai vecchi protagonisti e da chi ha avuto spazio in Nazionale. Quindi De Marzi tra i pali del 3-4-2-1, con Mirra, Seck e Nardin a comporre la linea difensiva abbastanza ondivaga a Zingonia. Lulli e Cama accompagnano sulle fasce Di Nunzio e Bah; a chiudere, alle spalle di Arena, i soliti Maccaroni e Almaviva. E si parte con organizzazione e principio, tra spazi occupati a dovere e un palleggio insistente. Coadiuvato dall’aggressività agonistica quando c’è da riconquistare il pallone per riproporsi in avanti. Ma le prime chance sono atalantine, nonostante la non considerevole mole di proposte offensive: Ramaj e Artesani ci provano di testa, colpendo con imprecisione ma andando nel secondo dei casi vicino al gol. Che alla terza zuccata, arriva. Per la Roma. Almaviva, al 19’, crossa da corner e trova un dirompente Seck che supera tutti (tre avversari) e beffa Anelli. Da lì, la fiducia è maggiore. Il gioco sulle fasce non è più prioritario e centralmente si cercano scambi e giocate, con Di Nunzio a dare qualità nel palleggio; davanti, Maccaroni e Arena si abbassano a più riprese per dare il loro supporto. Le ripartenze, però fallimentari, sono il fulcro del gioco. Almeno fino a quando il calo romanista non lascia spazio all’Atalanta: cross, contro-cross (su cui è reattiva la difesa) e palleggio tolgono energie; deve pensare Nardin, al 43’, a murare un tiro da fuori di Pedretti. Poi, il pasticcio. Su un pallone lasciato libero in area da Nardin e Di Nunzio, la Dea costruisce il pari: Belli va al centro, Camara trova la respinta corta di De Marzi. Baldo no. 1-1 al 45’.
Potrebbe essere il vero bastone fra le ruote per la Roma. Non lo è. Bensì, lo diventa l’episodio del 56’, quando dopo un tiro fuori misura di Pedretti è Almaviva ad avere la chance del nuovo vantaggio: rigore, conquistato da Arena; quindi, tentativo dell’11 e parata di Anelli. Un errore che lascia spazio al pasticcio generale della difesa di Guidi, 4’ più tardi. Lancio di Baldo, aggancio di Camara e tiro a superare De Marzi per il 2-1 nerazzurro, su una non buona veglia di Seck e Nardin. La Roma, comunque, ci prova. Nonostante un arretramento evidente e un Arena più che estraneo al gioco. Litti, Terlizzi, Carlaccini e Belmonte entrano per dare freschezza e la manovra sembra giovarne; troppa, comunque, la macchinosità. Una volta arrivati a ridosso dell’area, si gioca in orizzontale. E i cross non sono convincenti. Neanche l’ingresso di Della Rocca riesce a dare un po’ di imprevedibilità. Finisce così: tutto all’aria, ko a Zingonia e 1° posto perso. E ora, la Primavera può ritrovarsi 4ª alla fine del turno.
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