Giovane e italiana: così la società vorrebbe la prossima Roma. Non è detto che riuscirà ad averla: dipenderà dalle esigenze di un nuovo allenatore non ancora individuato, e dalla sorte dei tanti comprimari che la Roma cederebbe molto volentieri, se si palesassero delle società disposte ad accollarsi l'ingaggio senza incentivi o buonuscite. L'unica certezza, in un quadro dai contorni ancora sfocati, è che un patrimonio di giovani la Roma ce l'ha. E dovrà solo trovare il modo di sfoltire la rosa per metterlo a frutto. Il settore giovanile continua a proporre ottimi esterni, ma con un Perotti sotto contratto fino al 2021, e un Pastore che (cambiando modulo) può portar via un altro posto, sarà difficile dar loro una chance.

Il più pronto

Nell'elenco dei giovani, il primo della lista non può che essere Luca Pellegrini, ultimo ragazzo del vivaio lanciato in A dalla Roma (Celar, reduce da un biennio con la Primavera, è cresciuto in Slovenia), che lo fece entrare il 26 settembre, al posto di De Rossi, col Frosinone. Debuttò con un assist vincente per Kolarov - che per lasciargli spazio andò a centrocampo, giocò altre 3 volte in campionato, e due in Champions, andando fuori per doppia ammonizione a Plzen. Di Francesco, che pure gli aveva dato ampie rassicurazioni sin dalla scorsa stagione, dopo quel rosso del 12 dicembre non gli ha più fatto fare un minuto, così a fine gennaio il ragazzo è andato a Cagliari.

Con buona pace di chi sostiene (magari per giustificare la cessione, per 1,25 milioni, del cartellino dell'altro Pellegrini al Sassuolo, che due anni dopo ha "suggerito" alla Roma di acquistare Defrel, prima di versare i soldi della recompra) che in prestito secco i giovani non li fanno giocare, Luca in Sardegna ha raccolto 11 presenze in 17 giornate: la prima partendo dalla panchina, perché era arrivato da tre giorni, le altre da titolare. Tenendo conto che una partita l'ha saltata per un affaticamento muscolare, una per squalifica, e l'ultima perché era già in Polonia con la Nazionale, quando era a disposizione ha giocato praticamente sempre: ora sta facendo il Mondiale Under 20, potrebbe essere convocato per l'Europeo Under 21, supplemento di vacanze e poi in ritiro con la Roma. Ha un eccellente rapporto con Kolarov, che da tempo lo considera il suo erede: il serbo è all'ultimo anno di contratto, potrebbe andare via, ma anche se rimanesse il rapporto tra i due sarebbe ben diverso da quello che era con Di Francesco, il titolare inamobile e il giovane apprendista.

Il più atteso

Oltre a Luca Pellegrini, l'esordio subentrando a Daniele De Rossi sembrava dovesse capitare - proprio all'ultima giornata - anche ad Alessio Riccardi, in una sorta di passaggio di consegne con il centrocampista più promettente della Primavera, ma alla fine Ranieri - che pure lo aveva inserito tra i convocati, portando la lista a 25 - lo ha dirottato in tribuna. E così il talento della Magliana ha chiuso con soli 8' tra i grandi, in Coppa Italia con l'Entella, e dieci panchine in serie A (undici, contando anche l'unica del 2017-18). Non è poco per un ragazzo del 2001, ma non è sufficiente per andare in prestito: l'anno prossimo rimarrà, allenandosi tutto l'anno con la prima squadra, senza escludere qualche apparizione con la Primavera, tanto per tenere il ritmo.

Primavera che, oltre a Riccardi, dovrebbe poter contare anche sul talento di Gianmarco Cangiano, 14 gol in 29 partite di campionato, molti di pregevolissima fattura. Nazionale italiano Under 18, già portato in panchina in serie A, ha un potenziale enorme: il Torino, che a Trigoria per le giovanili pesca spesso e volentieri, lo ha chiesto per liberare Petrachi. La Roma, che conosce bene il suo valore, non vorrebbe darlo, ma ha la pressante esigenza di sbloccare quanto prima la situazione legata al direttore sportivo. In alternativa potrebbe entrare nell'affare il regista Pezzella - che come Cangiano va in scadenza nel 2020 - che altrimenti rimarrebbe a fare il fuoriquota, come Sdaigui, reduce dalla frattura di tibia e perone. Andranno via in prestito i tre ‘99, Celar, Cargnelutti e Stefano Greco, come fuoriquota potrebbe rimanere anche il portiere Zamarion, da valutare D'Orazio e Bianda.

Il francese era stato preso per la prima squadra, e non è mai andato neppure in panchina: è costato un capitale (6 milioni più bonus) e non va svalutato. Potrebbe andare in prestito in B, oppure fare il ritiro coi grandi, e provare a convincere il nuovo allenatore: dipenderà molto da quello che succederà ai vari Marcano, Fazio e Jesus. Rimarranno, dopo i gravi infortuni, Calafiori e Bouah (che ha ottime chance di fare il ritiro coi grandi). E un giovane arriverà dall'Inter, per Dzeko: la Roma punta a ripetere l'affare Zaniolo, tanti i nomi in ballo. Uno potrebbe essere Merola, centravanti classe 2000, ma non è escluso che si parli di Salcedo, già lanciato in A dal Genoa.