AS Roma

La Roma si diverte e ne fa 4

Partita senza storia, a segno Hermoso e Molina nel primo tempo, poi Pisilli e Malen

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Daniele Lo Monaco
21 Ottobre 2026 - 06:00

Tanto tuonò, sul campo, che piovve, e così i quasi 65000 tifosi hanno dovuto lasciare l’Olimpico sotto l’acquazzone che si è scatenato al fischio finale dello svizzero Scharer, sancendo il 4-0 che riporta una vittoria della Roma in Champions League dal 2019, ko inflitto al Porto quando in panchina c’era ancora Di Francesco (dopo la sconfitta nel ritorno fu esonerato). I tre punti arrivano alla terza occasione, dopo i mille rimpianti che hanno seguito il pareggio in casa del Fenerbahce e la sconfitta col Real Madrid e fanno scalare diverse posizioni di classifica alla squadra giallorossa, ora tredicesima anche se ovviamente manca la seconda tornata delle partite da giocare per il terzo turno. Vediamo che succederà oggi. Respinto con perdite lo Slovan Bratislava di Yaya Touré, partita senza storia dal primo minuto (al 50” la prima occasione, su punizione di Pellegrini) al 92’. A segno Hermoso e Molina nel primo tempo, Pisilli e Malen, su rigore, nella ripresa. L’unica nota stonata è stata l’infortunio di Pellegrini che toglie un’altra pedina a Gasperini per l’attacco già privo di Dybala in vista della partita col Napoli, sabato al Maradona. Conforta il recupero di Cristante, ieri in panchina. Ci sarà tempo, invece, di pensare alle prossime due trasferte di Champions: il 3 novembre col Manchester United, il 25 col Paris Saint Germain, che ieri ha fatto quattro gol al Barcellona. 

Ma la Roma c’è, è una grande squadra e l’ha dimostrato anche ieri. C’era una volta infatti una Roma che con le squadre di alto livello soffriva e non dava mai la sensazione di poter vincere, e con le piccole faticava sempre un po’, perché si sa come funziona, gli spazi sono pochi, gli avversari si difendono, e poi si rischiano le ripartenze ecc ecc. Ora c’è la Roma di Gasperini che le squadre forti le limita fortemente, a volte le chiude all’angolo e dimostra comunque di poterle battere, e quelle medie o piccole le stritola proprio, come un boa avvolge le sue prede fino a soffocarle con le sue spire. Così ha fatto ieri con lo Slovan Bratislava del malcapitato Yaya Touré, ex centrocampista di straordinario livello, stralunato attuale allenatore di una squadra che non sembra preparata per questo livello di Champions. Solo per limitarsi al primo tempo, la Roma ha tenuto il possesso del pallone per il 77% del tempo, ha tirato sei volte in porta, con una trentina di attacchi pericolosi, 160 passaggi a 35, e 1,24 di expected goals. Alla fine il possesso si è stabilizzato sul 70%, i tiri totali sono diventati 22, in porta 9, mentre è salito a 3,58 il dato degli xg (0,02 per i poveri slovacchi). In pratica un monologo che ha partorito nel primo tempo “solo” due gol di protagonisti che peraltro non ti aspetti, uno di Hermoso e l’altro di Molina, a conferma di quanto siano larghe quelle spire, e poi di Pisilli e Malen (su rigore) nel secondo. Non rientrano nelle statistiche, invece, le numerose azioni solo potenzialmente da rete, magari non rifinite per un eccesso di accademia che un paio di volte ha pure fatto arrabbiare l’incontentabile Gasperini. Il tecnico aveva scelto inizialmente di confermare la fiducia a Mora davanti, affiancandolo a Pellegrini alle spalle di Malen, con de Roon e Pisilli in mediana, Molina e Wesley sulle fasce, Ghilardi, Balerdi e Hermoso davanti a Gollini, con Mancini, Ndicka, Soulé e persino il redivivo Cristante a “riposare” in panchina in attesa di Napoli, già sabato. Nelle contrapposizioni è stato sacrificato ancora Pellegrini in fascia a sinistra, con Molina a destra più alto sul terzino opposto, con Pisilli e de Roon ad accoppiarsi sui due mediani e i difensori a prendersi i quattro attaccanti, si fa per dire visto che la partita si è svolta praticamente per intero nella metà campo avversaria. Basti pensare che non esiste nota nel taccuino delle azioni pericolose dello Slovan e che di conseguenza Gollini è rimasto inoperoso per tutta la gara. 

Dopo 50 secondi è arrivata la prima occasione per la Roma, con una superba punizione di Pellegrini in area, con la palla a disposizione per il destro al volo di Balerdi sprecato in curva. Al 5’ Molina ha servito Mora che non è riuscito a controllare bene l’assist, all’8’ ci hanno provato in rapida successione Mora, Malen e Pisilli senza fortuna, al 10’ è toccato a Pellegrini, sinistro respinto, e a Pisilli, sinistro fuori misura, al 16’ ancora a Pellegrini con stop di petto e destro alto di pochissimo.Allo scoccare del 21’ è arrivato finalmente il gol: ancora Pellegrini a disegnare traiettorie ficcanti su punizione laterale, torre dal secondo palo di Ghilardi in schiacciata per Hermoso e tap-in di testa sulla riga dello spagnolo. Il vantaggio non ha cambiato di una virgola l’atteggiamento della squadra in campo, Wesley ha servito ancora Pellegrini al 29’ per un destro a giro bloccato dal povero Takac, al 32’ Molina ha ciabattato un altro bel suggerimento di Wesley, ma al 39’ non ha potuto fallire la sua occasione: tutto è nato ancora una volta dall’intuizione di Pellegrini che ha servito in verticale Malen nello spazio, tiro dell’olandese dopo il solito rientro fulmineo sul destro, e respinta sui piedi dell’argentino, per il più facile del tap-in. Facile era sembrato qualche minuto prima (al 35’) anche il tiro di Mora servito quasi a porta vuota da Malen, ma il portoghese aveva mandato maldestramente sul fondo, “aiutato” per fortuna dalla segnalazione di fuorigioco del guardalinee, a pizzicare la posizione di partenza dell’olandese. 

Nella ripresa la brutta notizia è stato l’infortunio di Pellegrini (sostituito da un ispirato Soulé)  dopo un dribbling stretto a favorire una successiva conclusione di Malen bloccata da Takac. Subito dopo Scharer ha sorvolato su un fallo di mano in area di Bajric sembrato evidente. All’8’ Barseghyan ha provato ad accompagnare sul fondo una palla troppo lenta per lasciarla lì, e infatti Soulé gliel’ha soffiata e Malen l’ha aggiustata per il 3-0 di Pisilli. Il gol ha innervosito i tifosi slovacchi nei distinti nord e le solite schermaglie con i settori attigui dei romanisti hanno spinto gli uomini del servizio d’ordine ad intervenire (anche per recuperare uno scudo sottratto a un celerino). I tafferugli si sono protratti fino al gol del 4-0, arrivato per un rigore (trasformato alla sua maniera da Malen) conquistato da una irresistibile discesa di Wesley. Gasp ha cominciato a pensare a Napoli, ha risparmiato ulteriori sforzi a Malen e Wesley, poi a Hermoso e de Roon, la Roma ha sbagliato altre 3-4 palle gol, con Pisilli, Ghilardi e Mora, una l’ha fatta con Ghilardi, con uno splendido tiro al volo vanificato dal fuorigioco di Castro davanti al portiere. Peccato perché la crescita anche di questo ragazzo avrebbe meritato questa copertina.

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