Interviste

AUDIO - Nuovo Stadio, Veloccia a Radio Romanista: "Giornata di festa. La prima pietra nel 2027"

Le parole: "Coronamento di quattro anni di lavoro. La Roma ha già avviato da tempo le fasi conclusive per il progetto definitivo"

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA La Redazione
28 Settembre 2026 - 16:16

Una giornata storica per la Roma. Dopo il termine la Conferenza dei Servizi decisoria culminata con il via libera allo Stadio della Roma, è intervenuto sulle frequenze di Radio Romanista l'Assessore all'Urbanistica di Roma Capitale, Maurizio Veloccia. Di seguito le sue dichiarazioni. 

Avete programmato un tempo ragionevole per l'inizio dei lavori?

"Diciamo le cose come stanno. Oggi è il coronamento di 4 anni di lavoro, l'autorizzazione è un risultato fondamentale, tutti gli enti si sono espressi favorevolmente. Chiaro che ora mancano ulteriori passaggi, ma avete sempre sentito dalle mie parole massima prudenza perché si trattava di un percorso complesso e delicato. Ora posso dire che il percorso è in discesa. Abbiamo una procedura di gara che dovrà essere fatta, ma non ci aspettiamo grosse sorprese. La Roma ha avviato già da tempo le fasi conclusive per il progetto definitivo, siamo molto confidenti che l'obiettivo della prima pietra nel 2027 sia un obiettivo che possiamo guardare con ragionevole certezza".

Se c'è una firma su questo risultato è sicuramente quella vostra: del Sindaco e della Giunta del Campidoglio. Al di là dei tempi del progetto esecutivo, continuerete a lavorare con la Roma in questa fase?

"Non abbiamo mai smesso, lo abbiamo fatto anche in estate. Ci sono stati tanti tavoli tecnici con gli enti, durante i quali sono stati richiesti approfondimenti. Si è fatto un grande lavoro di ragionevolezza. C'è stata una grande collaborazione degli uffici della Regione, l'Ingegner D'Ercole è una veterana di progetti complessi. in pochi credevano, all'inizio, in questo progetto. Per la complesstà e per le proteste. Ma questo è un progetto che sta in piedi, moderno, che scommette sul trasporto pubblico, un progetto che riguarda un quadrante interno che viene ristrutturato. Chiunque non abbia un preconcetto ideologico o altri interessi, non può non vederlo". 

Il Commissario Sessa, poco prima della firma, ha parlato degli espropri...

"Il Commissario ha chiesto alla Roma di farsi parte attiva, visto che poi gli espropri dovranno essere indennizzati dalla Roma stessa. Sappiamo che lì ci sono 4 o 5 i soggetti, per una proprietà unitaria, un solo nucleo familiare. C'è una stima che è stata fatta e gli espropri sono stati avviati. Il Commissario ha chiesto una cosa di buon senso, nulla di straordinario, con l'intenzione di trovare una soluzione bonaria e non coattiva. Anche noi lo auspichiamo. Che non passi però l'idea che sia l'unica strada, questa. Se si fa, è meglio. Altrimenti si andrà avanti con le procedure di legge. Non fasciamoci la testa: è una cosa auspicabile, ma non determinante. Le procedure di legge sono quelle che quotidianamente vengono affrontate in tutti i progetti che si fanno a Roma. A Roma quando c'è una grande opera c'è sempre qualche esproprio da fare. Si farà anche l'esproprio, in questo caso. Posso dire che veramente e giustamente ormai siamo ai dettagli, il lavoro più complesso è stato fatto e oggi dobbiamo essere contenti. I tifosi della Roma in particolar modo".

Non si torna più indietro, dunque.

"Noi lo abbiamo sempre detto. Ora a maggior ragione". 

Rispetto all'apertura dell'impianto, c'è una quantità di lavori che si è stabilito debbano essere finiti?

"Verrà definito in convenzione urbanistica. Chiaro che tutte le opere che sono funzionali allo stadio dovranno essere realizzate, collaudate e agibili per l'apertura. Uno dei grandi temi era la messa in sicurezza dell'Ospedale Pertini e l'accessibilità allo stadio proprio per questo motivo".

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