Le parole

Wijnaldum: "Voglio essere il centrocampista perfetto per la Roma"

Il giocatore olandese: "Il tipo di calcio che intende fare Mourinho si addice bene alle mie caratteristiche, spero che il nostro possa essere un incastro perfetto"

Georginio Wijnaldum durante la presentazione all'Olimpico

Georginio Wijnaldum durante la presentazione all'Olimpico ((As Roma via Getty Images))

La Redazione
09 Agosto 2022 - 13:50

Alle 14 Georginio Wijnaldum è intervenuto al centro sportivo Fulvio Bernardini di Trigoria per la conferenza stampa di presentazione. Il centrocampista olandese ex Paris Saint Germain risponderà alle domande dei giornalisti presenti in sala. Wijnaldum è il quinto acquisto di questa sessione estiva, dopo l'arrivo di Svilar, Matic, Celik e Dybala. Ha già esordito durante la partita di presentazione di domenica scorsa allo Stadio Olimpico contro lo Shakhtar Doneskt, subentrando a Nicolò Zaniolo al 20' del secondo tempo. 

Le parole di Tiago Pinto

"Ciao a tutti, penso che al contrario di quello che ho detto nelle altre conferenze stampa, questa è stata una trattativa molto lunga e a me non piacciono le trattative lunghe. Proprio perchè è stata così lunga ha dimostrato che avevamo molta voglia dalla nostra parte e anche da parte di Gini di venire qua a Roma. Questo è il denominatore di questo mercato estivo, dove tutti i giocatori hanno dimostrato una grande voglia di venire qui. E quando un giocatore del suo livello, che ha fatto la carriera che ha fatto, capitano dell'Olanda, ha fatto tanti sforzi e ha lottato tanto per venire qua, significa che il nostro progetto ha guadagnato credibilità. Devo dire che sono stanco, ma veramente felice di averlo portato qui. Adesso penso che sia il momento per lui di essere tranquillo, allenarsi ed essere al servizio del mister, oltre che aiutare la squadra. E innanzitutto rispondere alle vostre domande, che magari è più difficile di allenarsi e giocare"

Le parole di Wijnaldum

Come stai a livello fisico? L'anno scorso non hai giocato tutte le partite che avresti voluto col PSG, neanche in questo precampionato. Sei pronto a giocare già da domenica?
"Sì è vero, non ho fatto la preparazione atletica abituale estiva, anche la scorsa stagione ho giocato meno di quello che avrei voluto, ma ciò non significa che io non ho lavorato duro con il gruppo al PSG ho fatto anche del lavoro individuale a parte con dei fisioterapisti e dei preparatori. Mentalmente. mi sento pronto e preparato, poi dobbiamo vedere le cose come evolvono durante la settimana, quali saranno i miei tempi di recupero fisico. Difficile dire se potrò giocare già da domenica, da parte mia c'è la disponibilità, ma dovremo prima sentire il parere dei medici e poi sarà il mister a prendere una decisione"

In passato Klopp con cui tu hai vinto tanto e avuto un grandissimo rapporto al Liverpool ti ha definito il "centrocampista perfetto", volevo sapere se ti rivedi in questa definizione del tecnico tedesco.
"Difficile dire e definire il centrocampista perfetto, al Liverpool quello stile di gioco mi si addiceva bene, per un'altra squadra può dipendere dallo stile di gioco. Ciascuno può avere la propria opinione, quello che è chiaro è che se un allenatore del calibro di Klopp fa una affermazione del genere non può che far piacere e sentirsi lusingati. però non è automatico che un centrocampista perfetto per una squadra lo sia anche per un'altra. La mia speranza e lavorerò duro per questo, è che io sia il centrocampista perfetto per la Roma".

Il direttore Pinto ha detto che lei ha voluto molto la Roma, le volevo chiedere perché e se la Serie A vista da fuori non sembra un campionato di seconda fascia in Europa.
"Ho scelto la Roma per la manifestazione di interesse nei miei confronti, per lo sforzo che ha fatto per prendermi e portarmi qui. In secondo luogo perchè ogni volta che ho interpellato ex giocatori della Roma, come Salah e Strootman, a cui ho chiesto informazioni sulla città e sul club me ne hanno parlato in termini entusiastici. Addirittura Hakimi, che non ha giocato a Roma, ma in Italia all'Inter, mi ha parlato benissimo di questo club e mi ha detto che sarei stato felice, quindi sicuramente questi argomenti mi hanno convinto. Conoscevo la Roma perchè contro il Liverpool ci avevo giocato, all'Olimpico e l'atmosfera era fantastica. Quello che conoscevo di questo club, di cui avevo certezza, è che sarei arrivato in un club in cui si sarebbe giocato in uno stadio con una atmosfera fantastica, con dei tifosi che sostengono la propria squadra. Poi ho chiesto qualche consiglio a persone che potevano saperne più di me e tutti in maniera unanime me ne hanno parlato bene. Però voglio ribadire più di tutto l'impegno che la Roma ha profuso per portarmi qui, il direttore Pinto e tutta la dirigenza, mi sono sentito apprezzato, voluto e questo ha contribuito alla mia decisione. Quanto alla Serie A, se è un passo indietro ai campionati più importanti, in questo momento è difficile dirlo per me, perché non ci ho ancora giocato. Ho giocato in diversi campionati nella mia carriera e fin'ora quello più competitivo a mio avviso è la Premier League. Ma prima di esprimere un giudizio sulla Serie A lo voglio testare in prima persona".

Qual è la caratteristica che secondo te può essere più utile alla Roma e come può essere per te utile giocare nella Roma?
"Prima di tutto sono arrivato in una squadra con degli ottimi calciatori, prima mi si chiedeva del centrocampista perfetto e ho detto che dipende dalla squadra. Da come intende giocare la Roma, soprattutto a centrocampo io direi che le mie caratteristiche si addicono bene al calcio della Roma, in cui i centrocampisti devono fare sia fase difensiva che fase offensiva, qualcosa che sono abituato a fare, ma per la quale si necessita di una condizione fisica ottimale. Direi che il tipo di calcio che intende fare la Roma si addice bene alle mie caratteristiche e viceversa, quindi spero che il nostro possa essere un incastro perfetto".

Questa è una stagione particolare, dove il campionato si ferma a novembre, per due mesi per il Mondiale. C'è un modo di cui avete parlato con Mourinho per preparare questa stagione, magari partendo forte, per essere subito competitivi prima della sosta? Quanto è stato importante nella trattativa Mourinho e le sue chiamate?
"Ritengo che sia sempre importante partire bene, anche se poi è ancora più importante essere costanti nella stagione, perché inevitabilmente ci saranno delle difficoltà, ci saranno vittorie, sconfitte a volte si giocherà bene, altre meno bene, ci potrebbero essere infortuni o la necessità di cambiare sistema di gioco, per cui partire bene è importante, ma ancora più importante è la regolarità e crescere come squadra nel corso della stagione. Questa stagione sarà ancora più difficile perché il Mondiale si svolgerà in inverno, per cui a novembre ci sarà una sosta di diverse settimane, per cui sarà più difficile mantenere la serie positiva o progredire come squadra, ma ritengo che non sia impossibile. Detto questo è chiaro che sarà importantissimo partire bene prima della sosta. Quanto al ruolo del mister. Ci siamo sentiti quando già le trattative erano in una fase avanzata, per cui non ha dovuto convincermi o insistere per venire. Mi ha ringraziato anche per aver mostrato interesse nel venire in questo club, quando sono arrivato qui abbiamo parlato di calcio. La carriera e la bacheca di Mourinho parlano da sè, i titoli che ha vinto, i club che ha allenato, qualsiasi giocatore vorrebbe lavorare con lui, me compreso, quindi quando gli ho parlato mi ha fatto scattare la voglia di venire in questo club, anche se ripeto, già eravamo in una fase avanzata". 

Quale è stato l'effetto dello Stadio Olimpico, questa prima volta con la maglia della Roma e come sono stati i tuoi primi giorni di lavoro con i compagni a Trigoria.
"L'atmosfera allo stadio è stata veramente speciale, straordinaria. Sapevo che avrei trovato una bella atmosfera perché ci avevo già giocato in Champions, questo benvenuto mi ha lasciato stupito e anche sbalordito. tendo a essere una persona un po' timida e tutto questo calore mi ha sorpreso. Quello che hanno fatto per me e per la squadra, è un qualcosa che non smette mai di stupirmi quello che questi tifosi sono in grado di fare. Quanto ai compagni di squadra, il giorno in cui sono arrivato, sono andato all'hotel e poi ho raggiunto la squadra a cena in un ristorante e subito ho avuto buonissime sensazioni. Anche loro hanno dimostrato di essere contenti che fossi arrivato, questo per un gicoatore è importante, sentirsi subito benvoluto. È stato una sorta di sopresa nel raggiungerli al ristorante perché non lo sapeva nessuno, tutti sono stati molto cordiali, disponibili ad aiutarmi e stesso discorso anche in allenamento, due giorno dopo, perché nel frattempo ho fatto le visite mediche, per cui sensazioni davvero molto buone". 

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