Reagire subito. Questo è l'imperativo per la Roma Femminile dopo la pesante sconfitta subita contro la Florentia. Pesante perché è stata la prima vera occasione di accorciare sull'ambita zona Champions League, visto il pareggio tra Milan e Juventus. Le giallorosse hanno sbagliato approccio alla gara, regalando il primo tempo e parte del secondo alla squadra di mister Ardito. Non è un caso che il gol del vantaggio di Melania Martinovic, ex Res Roma con il dente avvelenato nei confronti delle giallorosse, sia il primo subito nei primi 45' dall'inizio del campionato.
Questione di equilibrio

Alla squadra di Bavagnoli è mancata in maniera significativa quella cattiveria che le ha permesso, per esempio, di vincere a Firenze alla seconda di campionato, per poi dare il via a quattro vittorie consecutive interrotte solo a San Gimignano. Sin da questa estate la coach ha centrato il punto fondamentale perché una squadra possa crescere con costanza in Serie A: l'equilibrio. A livello tattico, proprio quell'equilibrio è mancato soprattutto a centrocampo.

La scelta di schierare Giada Greggi vicino a Bernauer e Giugliano ha probabilmente messo in luce la fondamentale importanza di Andrine Hegerberg. L'ex Psg detta i tempi di gioco ed è brava a spezzare quello avversario, considerando anche come Greggi sia necessariamente andata in difficoltà per le condizioni decisamente insufficienti del campo da gioco (era difficile distinguere le linee laterali dal fango, per dirne una). Altro elemento da rivedere è Agnese Bonfantini: l'esterno che l'anno scorso era decisivo sia da titolare che da subentrata, non ha inciso contro la Florentia anzi, ha partecipato al festival dei gol mancati nella ripresa, insieme a Thomas e Thestrup.

L'equilibrio dipende dalle scelte dell'allenatrice e dal modo di entrare in campo della squadra, per rendere le ambizioni realistiche e sfruttare le occasioni importanti (come quella di domenica) le rare volte che si presentano. Se la sconfitta contro il Milan all'esordio è servita alla Roma per svegliarsi dal torpore estivo, questa contro la Florentia dovrà servire da monito per un ciclo di gare ravvicinate che si rivelerà fondamentale per il resto della stagione. Certamente il pessimo campo del Santa Lucia e gli impegni con le nazionali possono aver reso momentaneamente più deboli le romaniste, ma dal prossimo impegno non ci sarà più tempo di cadere. Appellandosi alla forte amarezza dello spogliatoio nel dopo gara e alla voglia di rivalsa del gruppo giallorosso, bisogna reagire subito, anche se l'impegno con la Juve sembra proibitivo. Se la Roma vuole andare in Champions deve essere pronta ad affrontare gare di questo livello, come ha già fatto contro Milan (male) e Fiorentina (bene).

Un tour de force determinante

A partire da domenica sono previste cinque partite in 20 giorni, l'occasione migliore per «capire che squadra vogliamo essere», citando Bavagnoli. Arrivare allo scontro con le bianconere da seconde in classifica sarebbe stato importante, ma le posizioni della graduatoria (giallorosse ora quarte a -2 dal Milan secondo). Il discorso resterà lo stesso anche nel caso in cui la capolista dovesse uscire dal Tre Fontane con tre punti, perché il calendario metterà la Roma di fronte a Tavagnacco, Inter e Orobica, avversari alla portata se si ritrova velocemente quell'equilibrio costato tre punti e due posizioni in classifica contro la Florentia. Tra le partite contro Inter e Orobica poi, l'11 dicembre è previsto l'esordio negli ottavi di Coppa Italia: lì troveranno spazio anche le «altre giocatrici» di cui ha parlato l'allenatrice negli ultimi giorni. Reagire subito e ritrovare l'equilibrio: sprecata la chance con la Florentia non c'è tempo per cadere ancora.