Elisabetta Bavagnoli, allenatrice della Roma Femminile, ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Sky Sport

"Per me il calcio è come una famiglia, è stata tutta la mia vita. Mi piace tanto costruire con un gruppo di giocatrici quel quid che serve. È un rapporto molto emozionale di cui le donne hanno bisogno: non ci sono solo campo, tattica e tecnica ma anche condivisione. Abbiamo bisogno di far appassionare le persone con tutta la bellezza delle donne, di un'atleta statuaria o di un'atleta con una frequenza di passi incredibile. Giada Greggi ha delle potenzialità sia dal punto di vista condizionale che tecnico eccezionale. Mi ritengo una persona autorevole, non autoritaria. Vorrei essere una persona su cui le mie giocatrici possano sempre cambiare. Credo di aver assimilato nella mia carriera tantissime sfumature, bisogna avere umiltà nell'affrontare le situazioni. Si vince anche quando non si vince, per esempio i tifosi ci hanno fatto vincere, è incredibile come ci abbiano supportato. Dobbiamo far innamorare la gente, continuare a far appassionare le persone. Non vorrei mai che l'attenzione e la consapevolezza che il pubblico sta percependo nei confronti del movimento calcistico femminile possano venire a mancare, perché stiamo costruendo un calcio che possiamo considerare sì diverso a quello degli uomini ma comunque ottimo. Abbiamo subìto per tanti anni con il pregiudizio e adesso è bello sentire tanti colleghi che chiedono di poter entrare nel calcio femminile e non per soldi. Poi il fatto che possa diventare un lavoro è una grande conquista, una grande vittoria".

Elisabetta Bavagnoli, allenatrice della Roma Femminile, ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Sky Sport. Di seguito un'anticipazione delle sue parole. 

"Per me il calcio è come una famiglia, è stata tutta la mia vita. Mi piace tanto costruire con un gruppo di giocatrici quel quid che serve. È un rapporto molto emozionale di cui le donne hanno bisogno: non ci sono solo campo e tecnica ma anche condivisione. Non vorrei mai che la consapevolezza che il pubblico sta percependo nei confronti del movimento calcistico femminile possa venire a mancare, perché stiamo costruendo un calcio che possiamo considerare si diverso a quello degli uomini ma comunque ottimo".

di: La Redazione